Cammariere reporter a Marrakech
Testo di Sergio CammariereMARRAKECH - Il mio viaggio in Marocco non è stato solo 'fisico'. È stato piuttosto qualcosa di spirituale, che mi ha aperto a mondi e culture affascinanti. Una sorta di passeggiata interiore che mi ha portato da Marrakech fino ai monti dell'Atlante, e da lì fin dove si perde l'occhio a Ouarzazate, per poi spingermi fino a Zagora, la porta del grande deserto del Sahara. Ho trascorso molto tempo nel deserto mi sono fermato a riflettere, a pensare. Ho conosciuto la cultura berbera dei tuareg e ho cercato di capire che cosa li spingesse nelle loro peregrinazioni. Avere in qualche modo compreso la cultura della carovana che si spinge da Zagora ai confini con il Mali, fino a Timbuctu è stata per me un'esperienza unica, che ha illuminato il mio prossimo tour.
Rivers State, il forziere della Nigeria
Testo e foto di Claudio Agostoni PORT HARCOURT -"Rivers treasure base of the nation" ("Il Rivers State è il forziere della nazione"): è la scritta riportata sulle autovetture immatricolate in questo che è uno dei nove stati che compongono il Delta, una delle regioni più ricche della Nigeria. Più che a una nazione, per la Nigeria, bisogna pensare a un gigante dove vive quasi un sesto della popolazione di tutta l’Africa. Un paese grande circa tre volte l’Italia con 150 milioni d’abitanti, che per la maggior parte vivono sotto la soglia di povertà. Indipendente dal 1960 vanta una storia degna del peggio di questo continente: colpi di stato a ripetizione, brogli elettorali e corruzione endemica.
Mali, l’insostenibile leggerezza del niente
In collaborazione con NBTS Viaggi
Benvenuti in Africa. Bamako da villaggio di pescatori a città con un milione e seicentomila abitanti, l’unica grande realtà in un Paese dove il nulla e la polvere la fanno da padroni. Spazi infiniti con baobab, termitai e alberi di mango come unici punti di riferimento. Ogni tanto spuntano minuscoli villaggi fatti di case di paglia con al centro i famosi granai di forma rotonda. Attraversiamo questo niente e arriviamo alla famosa Djenne, che il lunedì (giorno di mercato) viene investita da una marea di gente multicolore: donne con il loro bambini portati sulla schiena o allattati tranquillamente per strada e i famosi uomini blu, i tuareg con i loro lunghissimi turbanti e le ampie vesti azzurre.

















