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Lug
12

Le gemelle della Third Coast

TampaaperturaTesto di Marika Gregori 

TAMPA - Possono essere considerate città gemelle, anche se i loro abitanti non sarebbero del tutto d'accordo. Tampa e Saint Petersburg, in Florida, come avviene anche per San Francisco e Oakland in California, a causa della loro vicinanza fanno praticamente parte della stessa conurbazione. E si pongono entrambe in contrapposizione al nome che da queste parti è l'asso pigliatutto: Miami. Quindi oggi, per essere veramente alternativi in Florida, bisogna venire qui. Ma presto, perché in questa nuova tendenza neourbana, fatta di nomi poco considerati fino a solo un decennio fa, lo Stato delle arance sta proponendo anche la concorrenza di Jacksonville, nel nordest. La ricetta è semplice: rivalutazione a tutto spiano di quartieri un tempo trascurati, ma di forte impatto scenografico, come marine o lungofiumi e il potenziamento di qualche museo.

Sono piazzate entrambe sulla cosiddetta "terza costa" degli Stati Uniti, quella del Golfo del Messico e divise da una sana rivalità. Ma Tampa era famosa fino a poco tempo fa solo per la squadra di football americano dei Buccaneers, i bucanieri, in omaggio alle scorribande dei pirati nel poco distante mar caraibico, mentre Saint Petersburg, affettuosamente chiamata St. Pete, era forse più nota per condividere il nome con la seconda città della Russia. Ed entrambe poi si aprono sulla Tampa Bay, unite da due ponti di quasi sette chilometri uno e di oltre tredici l'altro. Ce ne sarebbe anche un terzo che scavalca la baia, ma porta più a ovest, verso Clearwater. Ma non sempre le due città "gemelle per forza" sono state così vicine. All'inizio del Novecento ad esempio, per andare da una all'altra ci volevano due ore via mare o sei di treno o una giornata a cavallo. Questo finché proprio qui, nel 1913, venne istituita la prima linea aerea del mondo: un servizio che in soli 23 minuti poteva collegare le due città in nome del progresso.
Tampa cominciò ad espandersi dopo l'arrivo della ferrovia voluta dall'imprenditore Henry Plant, uno che in realtà aveva il pallino della navigazione e puntava allo sviluppo del porto, soprattutto per il bene della sua linea marittima che andava a Cuba. Oggi a Plant è dedicato un museo, incluso nell'edificio dell'università, ma una volta noto come Tampa Bay Hotel. L'albergo lo volle lo stesso Plant, che per ospitarlo fece costruire uno spettacolare palazzo in stile moresco, con tanto di minareti. Un altro uomo cui Tampa deve molto è invece lo spagnolo Vicente Martínez Ybor, che nella vicinissima Ybor City (come si chiama oggi) impiantò una fabbrica di sigari. Nel giro di qualche anno le manifatture diventarono duecento e trasformarono la zona nella capitale mondiale del sigaro. Ybor City, oggi valorizzata nel suo splendore storico, è diventata un quartiere di Tampa. Da vedere anche il Florida Aquarium e il Busch Gardens, un parco a tema che ha una storia particolare. Risale infatti al 1959 e fu voluto dalla fabbrica di birra Anheuser-Busch per il relax dei suoi dipendenti. Col tempo la fabbrica si spostò a Jacksonville, ma il parco è rimasto ed è stato ampliato. Oggi offre la possibilità di vedere da vicino animali esotici, mentre i biologi utilizzano la struttura per studiare le specie a rischio.
Un salto al di là della baia ed eccoci a St. Pete, che invece ha voluto battere di più la strada della cultura. Con l'apertura dell'Art Club nel 1919, ai tempi prima galleria d'arte a sud di Atlanta, la città ha preteso di essere chiamata capitale culturale della Florida. E oggi si percorre con soddisfazione la medesima strada, considerato che negli ultimi trent'anni hanno visto la luce una sala concerti, un nuovo teatro al Bayfront Center, il Museum of Fine Arts, il museo dedicato a Salvador Dalí e il Florida International Museum. Un altro museo particolare è quello dedicato all'Olocausto: il Florida Holocaust Museum, che mette in mostra anche un carro ferroviario merci dell'epoca, giunto fin qui dalla Polonia, usato per le deportazioni nei lager. Dopo tutta questa offerta culturale non resta che rilassarsi su una delle numerose spiagge del Golfo, come St. Pete Beach, Sunset Beach o Madeira. E fuori città (l'una o l'altra), non mancano certo immersioni nella natura: si può cominciare con una capatina a Tarpon Springs, poco più a nord e considerata (o autoproclamatasi, anche in questo caso) capitale mondiale delle spugne, con la comunità greca che ne ha lanciato la pesca e il commercio nel secolo scorso. Ancora più a nord si trova il Chassahowitzka National Wildlife Refuge, ma il top è la riserva di Homosassa Springs, dove è possibile osservare i rari e fragili lamantini nel loro ambiente.

Come arrivare
Lo sbarco diretto in Florida, arrivando dall'Italia, si effettua ovviamente a Miami, dove è possibile volare senza scalo con Alitalia da Roma e da Milano. Effettuando uno stop e un cambio di aereo, a Miami si arriva anche tramite le principali compagnie europee e statunitensi e poi a Tampa/St. Petersburg con un volo interno. Via terra, la compagnia di autobus Greyhound non ci mette proprio pochissimo e copre il percorso Miami-Tampa in circa nove ore.


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