Backwaters, piccolo mondo antico d'acqua
Testo e foto di Sonia Anselmo KOCHI - È una delle tante "Venezie" al mondo. E davvero in alcuni punti le Backwaters ricordano la laguna veneta. Ma è solo per un istante perchè tutto intorno qui c'è l'India con le sue caratteristiche più vivide: barche che solcano le acque, aironi immobili a caccia su atolli di vegetazione semi immersa, mangrovie e palme alte nel cielo azzurro, villaggi che si affacciano sulle rive, coltivazioni di riso all'orizzonte, uomini a pesca come un tempo, donne che lavano i sari sulle sponde. Un mondo a sé stante nella grande India, un microcosmo naturale diverso che occupa una parte del Kerala, lo Stato composto da una stretta striscia della costa sud-occidentale del Paese, ricca di fascino e legata a tanti aspetti culturali indiani, una delle 50 destinazioni più belle da non perdere sul pianeta, secondo il National Geographic. Non ci sono dubbi sull'incanto del luogo. Prima di tutto per la vegetazione che ricopre l'intero Stato: in pianura con le palme da cocco e nei tratti montuosi con le vastissime piantagioni di tè, di spezie, di caucciù, di ananas, persino di caffè e cacao. Viaggiando tra le strade e i villaggi ai piedi dei monti si ha la sensazione di essere in una parte dell'India meno povera, dove pure i perenni cani semirandagi sembrano passarsela meglio dei simili cittadini.
Qui è tutto verde, tutte coltivazioni, i monti terrazzati e le valli nascoste dalla nebbia alla mattina sono tutti per il tè, prodotto nazionale d'esportazione, proposto in mille varianti al dettaglio: allo zenzero, al cacao, al cardamomo, verde, bianco, nero. Di tutto, basta che sia tè. Il Kerala è anche spiagge lunghe e bianche, ricercate dai turisti occidentali che vengono a cavalcare le onde, a dare la caccia ai granchi, a prendere il sole, o a rilassarsi. Terra ideale, questa, proprio per il relax. Qui affondano le origini due filosofie millenarie indiane che fanno bene al corpo e allo spirito: l'ayurveda, l'antica terapia olistica che usa erbe per recuperare la salute e il benessere, e lo yoga, disciplina fisica e mentale alla ricerca dell'equilibrio interiore. Dovunque in Kerala, anche nei perduti paesini tra le piantagioni, ci sono centri di massaggi ayurvedici e ritrovi per praticare yoga. Ma è a Kochi che si concentrano le attività e le scuole per le due pratiche. La principale città dello Stato è uno dei porti marittimi più importanti dell'India. Chiamata "la regina del mare arabico", fu un centro commerciale per le spezie sin da epoche lontanissime e tuttora è molto attiva in questo senso. Conosciuta già dai tempi dei romani e dei greci, mercato di scambio con ebrei, arabi e cinesi, fu occupata, prima colonia europea in India, nel 1503 dai portoghesi, a cui si successero gli olandesi e gli inglesi. Tutti questi popoli e contatti hanno lasciato un'eredità tangibile e resistente: i palazzi, i viali trafficati, le chiese (come quella di San Francesco che ospitò per anni le spoglie del navigatore Vasco Da Gama) hanno un'impronta coloniale, anche se oggi è una delle città più tecnologiche del subcontinente, nonostante le baraccopoli non manchino.
Kochi, con la sua passeggiata sul mare situata proprio dietro al forte, dove è facile incontrare pescatori che usano ancora la cheena vala, una sorta di rete da pesca tipicamente cinese, mentre gatti magrissimi si contendono gli scarti e le capre si arrampicano ai piccoli magazzini in riva, è la porta del Kerala ma soprattutto di quel mondo particolare che è caratterizzato dalle Backwaters. Alle spalle del mare fino quasi ai confini con lo stato del Tamil Nadu, si estende un vasto labirinto di acqua: lagune, fiumi, canali, laghi. Sono più di 900 km di strade d'acqua, intervallate da piccoli villaggi costruiti sulle rive, da piantagioni di riso sulle sponde, da palafitte abitate da pescatori e coltivatori. C'è addirittura un'autostrada d'acqua: la National Waterway n.3, un vero proprio canale preferenziale per il traffico di barche e natanti che parte da Kollam e arriva a Kottapuram, coprendo 205 km. Le Backwaters sono un ecosistema unico: l'acqua fresca dei fiumi incontra quella salata proveniente dal Mar Arabico e ospita centinaia di specie animali e vegetali. Lungo "l'autostrada" è facile vedere gli aironi fermi immobili su piccoli assembramenti di vegetazione, i cormorani con le nere ali ad asciugare al sole o a "litigare" per un ramo delle tantissime palme che crescono sulle sponde. Ci sono anche rane, granchi, tartarughe e tantissimi altri animali, più difficili da notare degli uccelli, che accompagnano il turista nella visita su una delle tante imbarcazioni. Si incrociano barche di ogni genere: quelle dei pescatori che riparano le reti, quelle che accompagnano i bambini a scuola nei villaggi vicini, quelle cariche fino all'estremo di sacchi di riso e altri prodotti agricoli, che vengono portati a Kottapuram e da lì a Kochi. Non mancano, poi, di attirare l'attenzione le Kettuvalloms: grandi e confortevoli houseboat, alcune dotate anche di aria condizionata. Si possono affittare per una gita o per un soggiorno in laguna o soltanto per una cena con musica per qualche ricorrenza. Sembrano le uniche concessioni alla realtà degli anni Duemila: per il resto questo paradiso sembra un piccolo mondo antico fuori da ogni epoca.
Quando andare
Il periodo migliore per visitare il Kerala va da dicembre a maggio e comprende l'inverno e l'estate locali, vale a dire le due stagioni più secche. Ma se da dicembre a febbraio le temperature restano accettabili, si innalzano notevolmente da febbraio a maggio, fino a raggiungere una media di 37 gradi all'interno.
Come arrivare
L'aeroporto più vicino alle Backwaters è quello di Kochi-Ernakulam. Dall'Italia e dalla Svizzera si può arrivare con Etihad (Milano, Roma e Ginevra), Emirates (Milano, Roma, Zurigo), Qatar Airways (Milano, Roma, Zurigo e Ginevra) e Saudi Arabian Airlines (Milano, Roma e Ginevra) facendo uno scalo rispettivamente ad Abu Dhabi, Dubai, Doha e Jeddah.
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