Navigando sul Mincio tra fiori di loto e aironi

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Miyajima, l'isola dove convivono uomini e Dei

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Testo di Sonia AnselmoMIYAJIMA - Gli aceri in fiamme d'autunno la colorano nei toni del rosso e dell'arancione, in primavera sono invece i ciliegi a illuminarla di pastello, bianco e rosa. Il torii immerso…

Nella Stiria paradiso del gusto

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Testo di Sonia AnselmoRIEGERSBURG - Il paradiso dei golosi e non solo. I più esigenti chef, i palati più sensibili o i buongustai alla ricerca di qualcosa di particolare nella Termeland Stiriana troveranno pane…

Riegersburg, il castello delle streghe

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Choco Tour per golosi in Stiria

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Testo di Sonia Anselmo Riegersburg- Sembra il paese dei balocchi formato cioccolato. Fontane, vecchie cuffie colorate da bagno, piccole funivie sospese: tutto serve a trasportare il cibo degli Dei. E lo Zeus di turno…

Atacama, il deserto delle meraviglie

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Dic
16

Casette di paglia a Shirakawa

shiwanaTesto e foto di Sonia Anselmo  

SHIRAKAWA
- La neve sfiora i tetti e rende tutto ovattato. Anche se non ce ne sarebbe bisogno. Il villaggio di Shirakawa-go, nella valle di Shokawa, una regione montana tra Kanazawa e Takayama, nel Giappone centrale, è già un mondo a se stante, immerso come è in un tempo lontanissimo e nel silenzio. Le casette con il tetto di paglia, i mulini e i  sentieri sembrano arrivare direttamente da un'altra epoca. Così remota, la regione era un rifugio ideale per i perseguitati che qui allevavano bachi da seta. Oggi il villaggio è patrimonio dell'Unesco ed è diviso in tre parti: il vasto Ogimachi con museo all'aperto e ristorante, Suganuma con nove case e tanti negozietti di specialità, e Ainokura, che sorge sul pendio della collina. Le casette sono visitabili: vengono chiamate gassho-zukuri, ne sono rimaste 150 originali e alcune sono ancora abitate. Prendono il nome dalla forma del tetto di paglia: gassho significa, infatti, mani giunte. Con un clima inclemente come questo dei monti, è necessario un tetto spiovente e resistente per sostenere il peso della neve e far scivolare la pioggia, senza far marcire la paglia.

Le gassho sono costruite proprio con questi obiettivi grazie a una serie di strutture triangolari montate sulla base rettangolare. La curiosità è che il robusto tetto, costruito con miscanthus, un tipo di erba resistente, e con  una pendenza di circa 60 gradi, è fatto senza usare nemmeno un chiodo. A tenere le travi e i sostegni insieme sono solo corde e cavicchi di legno. Normalmente sono composte di due o tre piani e al pianterreno il posto d'onore è quello del focolare, tipico delle case rurali giapponesi. Era usato per riscaldare, cucinare e asciugare. Nel villaggio, le casette hanno dimensioni diverse, a seconda di quante famiglie ospitavano, persino una trentina insieme. Tutti qui erano impegnati nell'allevamento dei bachi da seta, che venivano tenuti ai piani superiori, dove era possibile variare la dose di luce, calore e aria a seconda delle varie fasi. Le finestre sono realizzate in modo simmetrico e allineate secondo la direzione del vento, che soffia sempre da nord a sud. Durante la primavera, viene rifatto il tetto delle case che hanno bisogno: ci si impiegano due giorni e sono necessari 200 lavoratori. Tra una costruzione e l'altra sentieri con la neve sui bordi, alberi con sostegni, un ruscello, ponti,  mulini ad acqua e stalle per gli animali. Oggi anche molti negozi che vendono prodotti  di artigianato locale il ristorante che offre ai visitatori una specialità da non perdere: manzo e verdure cotte in foglie di magnolia. Una leccornia che sembra arrivare da un menù antico, proprio come le gassho-zukuri.


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