Testo e foto di Sax Di Drego TADMOR - Palmira "Regina del deserto" è sicuramente un'immagine emblematica della Siria, città oasi situata nel cuore della steppa sabbiosa, è uno dei più affascinanti siti archeologici d'Oriente. Ancora oggi continua a mostrare tutta la sua bellezza, 2.000 anni dopo la fondazione, essendo uno dei luoghi più famosi del mondo antico, situata a metà strada tra il Mediterraneo e l'Eufrate, il fiume che bagna la fertile pianura sulle cui rive nacque la storia dell'uomo con l'invenzione della scrittura da parte dei Sumeri. Abitata sin dalla preistoria, Palmira conobbe grande prosperità grazie ai dazi doganali imposti alle carovane di passaggio e in seguito rimase un centro commerciale importante sulla Via della seta. Con i templi suntuosamente decorati, i colonnati infiammati dal sole del mattino o inondati d'oro al tramonto, la zona degli scavi è di circa dieci chilometri quadrati e comprende l'area delle necropoli e il Tempio di Bel, le cui dimensioni, la grande cinta muraria e lo stato di conservazione della cella centrale lo hanno trasformato in uno dei monumenti più notevoli del Medio Oriente romano, secondo solo a Baalbek, in Libano.
Costruito nel 32 dopo Cristo, il tempio venne dedicato a tre divinità dell'olimpo palmireno: Bel, Yarhibol e Aglibol e si ritiene che questa costruzione rappresenti l'affermazione della sovranità romana a Palmira. Oggi si possono anche ammirare i templi di Nabo e della divinità cananea Baalshamin, "signore dei cieli", che assunse grande importanza a partire dall'epoca dei Seleucidi, e naturalmente il
decumanus, splendida e lunga strada colonnata su cui passavano i convogli, lunga più di un chilometro e larga 22 metri, oggi simbolo del passato spendore della città (delle 370 colonne originarie, circa 150 sono ancora intatte). Qui confluivano tutte le strade che portavano dalla Mesopotamia verso Occidente e sempre qui transitavano sete, porcellane, avorio, spezie e pietre preziose destinate alle città dell'Impero. Lungo questa grande colonnata, arteria principale di Palmira, si affacciano la Porta trionfale, le terme, il teatro splendidamente conservato, l'agorà con il senato, il cortile dove una volta sorgeva una stele con il tariffario doganale, il ricostruito
tetrapylon, in origine ornato di statue e molto altro ancora, il tutto dominato dalla fortezza araba di Quala'at ibn-Maan, che sorge su un'altura. Passeggiare tra queste rovine vuol dire fare un tuffo nel passato, l'aria che si respira è un mix di mistero ed intrigo, perchè Palmira, sebbene valorizzata dai romani, fu pur sempre il regno di un personaggio leggendario, Zenobia, donna straordinaria, bellissima e colta, che si mostrò una regina aggressiva, determinata, intelligente, coraggiosa e talmente ambiziosa da osare contrapporsi all'Impero romano.
La sua ambizione la condusse a sfidare l'autorità dell' imperatore Aureliano nel tentativo di sostituirsi a lui e rendere Palmira una città libera, splendida capitale di un regno che avrebbe cancellato persino il ricordo di Roma. In una fonte latina del IV-V secolo dopo Cristo, Zenobia viene descritta come una donna di carnagione scura e con occhi neri di un incredibile bellezza, lo sguardo vivo e il portamento maestoso, oltre che con denti "bianchi come perle". È definita "la più nobile e bella donna d'Oriente, in grado di arringare la folla come un imperatore romano". Figlia di un mercante, incominciò a coltivare desideri di grandezza appena ventenne, quando venne scelta in sposa da Odenato, signore di Palmira, di quasi qurant'anni più vecchio di lei. A corte apprese tutte le malizie di governo, mostrò attitudini militari eccezionali per una donna, imparò il latino, il greco, l'egizio antico e in breve tempo sviluppò un pensiero politico filo persiano e antiromano. Si racconta che commissionò l'uccisione del marito affinchè potesse realizzare i suoi sogni di gloria. Reggente in nome del figlio, ancora bambino, nessuno sospettò mai di lei, ed eccola, finalmente signora di Palmira. Ma fece male i suoi conti, la troppa fiducia nei propri mezzi, la portò a sottovalutare quelli dell'avversario e la sconfitta fu inevitabile. Proprio quei romani, contro i quali aveva armato un esercito di cinquantamila uomini, riuscirono a distruggere la sua città e causarono la morte del figlio, in nome del quale aveva regnato cinque anni, i più splendidi di Palmira. Quei romani che la portarono in catene nell'urbe come bottino di guerra, costringendola a sfilare nel corteo trionfale di Aureliano tornato vittorioso dopo aver ristabilito l'autorità imperiale nel regno di Palmira, reso indipendente da una donna che arrivò addirittura a battere moneta.
Il tutto accadeva verso il 273 dopo Cristo. Personaggio talmente affascinante, sospeso tra storia e leggenda, che fa il suo esordio nella letteratura italiana del 1300 con "Il Trionfo della Fama" del Petrarca, dove compare a fianco di altre due regine: Semiramide e Cleopatra. Successivamente anche il Boccaccio ne farà un ritratto nel "De Mulieribus claris". Nel XVIII secolo Palmira conosce uno straordinario successo e si riaccende l'entusiasmo per la sua regina: San Pietroburgo viene ribattezzata la "Palmira del nord" e Caterina di Russia "la novella Zenobia", nell'Ottocento è la volta del teatro: Rossini manda in scena l'opera seria in due atti "Aureliano in Palmira". Confinata in una villa nei pressi di Tivoli, Zenobia visse un esilio amaro ma al tempo stesso dorato, sorvegliata come schiava, ma trattata come regina, rimpiangendo di non essere stata in grado di realizzare il suo sogno: fare di Palmira, città carovaniera ai confini del deserto arabo, l'affascinante capitale di un regno che avrebbe dovuto seppellire persino il ricordo di Roma. Alcune fonti sostengono che Aureliano si innamorò perdutamente di Zenobia, tuttavia, pur non essendoci riscontri storici affermativi a questa vicenda, non ci dispiace immaginare che "l'integerrimo" imperatore cedette di fronte a questa donna dal fascino androgino al quale era difficile rimanere insensibili.
Come arrivare
Volare con Alitalia o Syrian Air offre la possibilità di arrivare a Damasco dall'Italia con un volo diretto. In alternativa, con uno scalo, si può arrivare in Siria tramite le principali compagnie europee e mediorientali.
Quando andare
Da evitare in assoluto i caldissimi mesi di luglio e agosto. Le stagioni migliori per visitare Palmira sono quelle di mezzo: da marzo a maggio e settembre-ottobre.
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