Puttaparthi, il tempio di Sai Baba
Testo e foto di Liza BinelliPUTTAPARTHI - "Nessuno trova la strada per Puttaparthi, se non sono io a chiamarlo" dice Sathiya Sai Baba, guru indiano, classe 1926. Siamo nello Stato dell'Andhra Pradesh a tre ore d'auto da Bangalore, fuori dalle rotte turistiche dove può condurre solo una grande fede. Chi ci va, sa che ci vive Baba perché ne è devoto o perché è curioso di conoscere questo grande maestro di vita. Si viene ospitati nell'ashram, un'area delimitata e protetta che si chiama Prashanti Nilayam (dimora della pace), le stanze sono semplici dotate di servizi igienici, ci vuole spirito d'adattabilità e spray anti-insetti... alla mano. Il costo per 20 giorni è di 2.300 rupie (30 Euro). Ci sono tre mense, supermercato, libreria, telefono pubblico e una banca. È vietato fumare, bere alcool, indossare abiti scollati. E alle 21 tutti a dormire.
Nei giardini curati dai volontari si vedono palme, aiuole, roseti, un grande stagno di fior di loto immerso fra statue di divinità induiste e di altre religioni. Nessun culto è escluso. Qui si aggirano scoiattoli, camaleonti, cani e scimmie. Qua e là i templi di Laxmi, Ganesha, Gayatri e Kali. I devoti vi accendono incensi e offrono noci di cocco o fiori. Fuori però le cose cambiano. Le strade, sempre affollate, non sono pulite. L'aria a volte è irrespirabile, ci sono tantissimi camion, carri trainati da bufali, taxi, moto che strombazzano continuamente per avvertire chi li precede. Attraversare la Main Road è un'impresa: ci si butta senza correre. Ti schivano loro. Lungo le vie s'annidano negozi d'ogni genere.
Non mancano mendicanti, lebbrosi, spettacoli itineranti, venditori di frutta esotica e bevande... che è meglio non acquistare. Da vedere c'è molto: tre musei, l'albero dei desideri, lo stadio, il planetarium, scuole di vario livello, l'università e l'ospedale. Baba ha fatto costruire tutto questo con le offerte dei devoti da tutto il mondo per la gente del suo villaggio e non solo, come il Sai Gange un canale che scorre per 165 km fino a Chennai dissetando milioni di persone. Questa è l'incredibile India che coniuga moderno e antico.
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