Kuching, la magia scorre sul fiume
Testo e foto di Dalia Medico
KUCHING – Questo è il Sarawak e Kuching è la città di Sandokan, di James Brooke e dei “Pirati della Malesia”, raccontati nei fantastici romanzi di Salgari. Vi sorprenderete anche voi, quando passeggiando per le vie della città sul lungo fiume, vedrete svettare il Forte Margherita la dimora dalle mura merlate che fu fatta costruire da Charles Brooke, nipote di James, per sua moglie Margaret e che a quel tempo aveva lo scopo di proteggere la città dagli attacchi dei pirati. Una curiosità: il forte si può vedere chiaramente nel film “Sandokan alla riscossa”, per chi volesse fare un tuffo nel suo passato di bambino. Kuching è una città sonnolenta e flemmatica che sembra seguire l’andamento del fiume omonimo che la costeggia.
Pantanal, qui la natura è padrona
Testo e foto di Vincent DelislePOCONÉ - Esiste un luogo nel cuore del Sud America dove la natura è padrona e allo stesso tempo alla portata di chiunque voglia osservarla da vicino. Si tratta del Pantanal, una vasta regione pianeggiante che oltre al Brasile copre anche porzioni di Bolivia e Paraguay. Il nome dice tutto della natura del luogo. Il Pantanal è infatti essenzialmente una regione a carattere paludoso. E tutta la natura qui vive e si adatta alla doppia stagionalità: quella delle grandi piogge (da novembre a marzo) quando tutto viene sommerso dall’acqua, e quella secca (da aprile a ottobre) quando le acque si ritirano, ma permangono nelle innumerevoli pozze, e la strada sterrata diventa percorribile. In questa stagione, grazie anche alla maggior possibilità di spostamento, si può osservare meglio la fauna selvatica che si raduna intorno agli acquitrini.
Orang-Utan, gli ultimi abitanti della giungla del Borneo
Testo e foto di Francesca Di MeoKUCHING - Ormai sono ridotti a pochissimi esemplari. Vivono per lo più in centri di riabilitazione e quei pochi che sono liberi mal sopravvivono alla vita della giungla. Gli Orang-Utan, letteralmente uomini della foresta, sono tra i primati più simili all’uomo. Dopo numerose battaglie scientifiche nel 1990, studi genetici affermarono infatti che le scimmie rosse hanno il 98.4% del dna dell’uomo. La caccia spietata, il bracconaggio e l’ignoranza ha ridotto questi esemplari ad un numero esiguo.

















