In collaborazione con NBTS viaggi
HADIBU - La scrittrice e viaggiatrice anglosassone Freyra Stark, negli anni Trenta, scriveva a proposito dello Yemen: "Chi si adatta a viaggiare in questo modo, e si accontenta di trovare talvolta in una locanda nient'altro che pane cattivo, potrà trovare persino nello Yemen tanto divertimento quanto ne ho trovato io". Queste poche righe racchiudono ancora oggi l’essenza di un paese tanto poco conosciuto quanto bistrattato, ma che conserva un mondo tutto da scoprire. Tutto questo vale anche per la sua appendice: Socotra, un minuscolo puntino nell’Oceano Indiano, un Paese nel Paese, un viaggio nel viaggio. Al nostro arrivo a Socotra riceviamo il benvenuto da uno stormo di grossi uccelli che ci volteggiano sopra la testa; iniziamo a fantasticare pensando a quale rara specie appartengano. È l’avvoltoio egiziano e fa parte delle altre 180 specie di uccelli che sono presenti sull’isola, è una delle specie più diffuse e quando vede persone banchettare non si fa grossi scrupoli ad avvicinarsi per cercare di approfittare dello spuntino.
Dopo pochi chilometri ecco Hadibu la "capitale" dell’isola, unico agglomerato di case con energia elettrica, dove i cellulari non funzionano e il contatto con il mondo è rappresentato da un telefono pubblico e un Internet Point. Sembra che la modernità non sia ancora di casa da queste parti, anche se una nuova strada che stanno costruendo cambierà radicalmente la geografia e gli usi e i costumi della zona. La sistemazione alberghiera che troviamo è spartana ma, rispetto a quello che vedremo e vivremo più avanti, potrebbe essere considerata un hotel cinque stelle. Continuiamo il nostro viaggio e appena fuori Hadibu ci troviamo immersi in un mondo sconosciuto, natura selvaggia, paesaggi lunari formati da rocce laviche dalle quali spuntano i famosi alberi bottiglia e gli alberi di incenso. Ci avventuriamo per pochi chilometri all’interno dell’isola e troviamo alcuni piccoli rifugi dove per qualche centesimo ci viene venduto il famoso incenso Sangue di Drago.
Costeggiamo la litoranea (per ora ancora sterrata) e arriviamo in paradiso, un paradiso chiamato Qalansia. Sabbia bianca, mare azzurro e nella laguna una famiglia di fenicotteri rosa. Rimaniamo senza parole, non riusciamo a trovare gli aggettivi giusti per poter descrivere quello che, arrivati in cima ad una collina, ci si presenta davanti agli occhi. L’unica cosa che riusciamo a fare è toglierci le scarpe e metterci a correre, con una sensazione di libertà assoluta e con la consapevolezza che siamo parte integrante di un mondo unico e meraviglioso. Sarà per la sua vicinanza all’Africa ma viaggiare a Socotra vuol dire rivivere il passato. È come essere interpreti del film "Viaggio al centro della terra". Come i protagonisti della pellicola ci si ritrova a camminare in luoghi che sembrano di un altro mondo e si scopre una flora e una fauna che si pensava non esistessero più. Si è investiti da mille sensazioni, ma la più forte, quella che ci si porterà sempre con sé è pensare a quanto possa essere ancora poco conosciuto il nostro mondo, nonostante a pochi passi ci sia un aereo che presto ci riporterà alla "civiltà".
Testo di Cinzia Vattini, la foto di apertura è di www.yementourism.com