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Ago
24

Doppia reggia per gli Zar

zarhpTesto di Sonia Anselmo

SAN PIETROBURGO
- Non una, ma ben due. Gli Zar dovevano sempre distinguersi. Nei dintorni di San Pietroburgo ci sono due regge che competono in sontuosità con Versailles e le altre delle corti europee: Peterhof, voluta da Pietro il Grande, e Carsko Selo, dimora di Caterina e legata a tanta storia russa. Maestosa, dotata di un parco immenso, è una delle mete più visitate della città russa. Già nel nome, corte di Pietro, si capisce quanto questo palazzo debba al suo ideatore, lo zar Pietro Il Grande. Il sovrano, un tipo anticonformista alto due metri, amante delle navi, della falegnameria e di tutto ciò che veniva dall'estero (aveva un debole per l'Olanda dove lavorò in incognito) aveva appena costruito San Pietroburgo e siccome mancava una vera e propria reggia, ecco l'idea di una Versailles russa. Lo zar, padre di tutte le Russie e modernizzatore del Paese, non sapeva di innescare anche una sorta di faida interna alla famiglia Romanov: da allora tutti i membri si sfidarono ad erigere palazzi più o meno sontuosi. Di sicuro Peterhof rimane uno dei più prestigiosi e belli anche per posizione geografica.


Sorge sulle rive del Mar Baltico, vedibile dalle finestre del palazzo, che lambisce alcuni piccoli cottage sparsi nel parco, affacciato sul Golfo di Finlandia. A venti chilometri da San Pietroburgo, la reggia è accessibile anche via mare con aliscafi che partono dal Palazzo d'Inverno. Il palazzo fu inaugurato il 15 agosto 1723, ma dopo la morte di Pietro I, due anni dopo, fu abbandonato. In seguito, i vari sovrani Romanov lo risistemaro, abbellirono e ingrandirono, come la zarina Elisabetta che affidò all'architetto italiano Bartolomeo Rastrelli l'edificazione di nuove ali e come Caterina II che ridisegnò il parco. Durante la II Guerra mondiale fu occupato dalle truppe tedesche, ma in tempi recenti tutta la costruzione è stata riportata  agli antichi splendori e aperta ai turisti. Per entrare nella sontuosa dimora vengono offerte ai visitatori le pattine per non rovinare i prestigiosi pavimenti del "Grande Palazzo", la costruzione principale, realizzata in stile francese, del complesso Peterhof. Qui si passa in una trentina di stanze ammirando enormi dipinti, la "Sala di rappresentanza", il cabinetto cinese con lacche gialle e nere, e  la sala del trono. Questo enorme salone è dominato dal trono dove si sedevano tutti gli zar di Russia, da un grande ritratto di Caterina II con il suo cavallo e da undici candelabri. Più piccolo è il  Montplaisir, dove Pietro, che non soggiornava nel palazzo, riceveva gli ospiti e offriva loro luculliani pasti nella sala cerimoniale, tutta rivestita in legno. Altre residenze del complesso sono l'Ermitage, direttamente sul mare, con la sala da pranzo privata dello zar, il Marly, ispirato al casino di caccia del re Sole a Versailles e contorniato da statue, il romantico Cottage immerso nel verde e costruito nell'Ottocento per la moglie di Nicola I.
La vera immagine di Peterhof è però l'imponente fontana ai piedi del Palazzo principale. La Grande Cascata è alimentata da particolari sistemi idraulici, ha una serie di vasche a gradoni ed è decorata da zampilli altissimi e statue di bronzo, tra cui una dedicata a Sansone con il leone dalla cui bocca parte un getto di venti metri. E' la più soprendente delle tante fontane ideate apposta per stupire il visitatore di Peterhof. Come quella dedicata ad Adamo ed Eva, quella che omaggia il sole con tanto di raggi in rotazione o quella piramidale dove oltre 500 zampilli in sette file si innalzano a formare un obelisco in ricordo della vittoria della Russia sulla Svezia. Giochi di gocce, creatività e originalità per lasciare a bocca aperta colui che passeggia nell'enorme parco, diviso in tre settori, tra viali di aceri e olmi, pergolati di rose, aiuole geometriche. Meno imponente è l'altra reggia degli Zar, a Krasnoe Selo, cittadina a 25 chilometri da San Pietroburgo e ricca di palazzi storici. Il più visitato è senz'altro il palazzo di Caterina II, residenza estiva in stile rococò. La grande zarina lo ereditò da Elisabetta, la quale aveva dato l'incarico di progettare la reggia all'amato Rastrelli. Ma quando salì al trono Caterina II, che lo vedeva come "un'architettura di panna montata", come scrisse nei suoi diari, tutto cambiò: la zarina lo rifece secondo i suoi gusti, in stile neoclassico e assumendo l'architetto scozzese Charles Cameron. Il risultato è una facciata turchese lunga ben 325 metri, con colonne bianche, tetti d'argento e decorazioni d'oro. Al palazzo di Caterina si accede tramite un grande giardino alla francese, il cui centro è il padiglione azzurro e bianco dell'Hermitage, accanto al lago e all'enorme statua dorata del Ratto di Persefone. Ma è l'interno quello che suscita più meraviglia, soprattutto per la famosa Sala d'Ambra, quella per cui milioni di visitatori fanno la fila all'entrata principale, fiancheggiata da due edifici di forma semicircolare e che nell'insieme ricordano piazza San Pietro a Roma.
La Sala d'Ambra è una ricostruzione di quella che fu l'ottava meraviglia del mondo. Interamente ricoperta di pannelli d'ambra, aveva un valore all'epoca dell'equivalente di oltre 250 milioni di dollari. Per 200 anni è rimasta a Krasnoe Selo, ma venne nascosta in vista dell'invasione nazista. Da allora che fine abbiano fatto i pannelli è un mistero su cui hanno indagato due giornalisti con un recente libro: pare che le SS siano riusciti a trafugarla. Quella che si può vedere attualmente è una riproduzione che utilizza soltanto ventotto frammenti d'ambra originali. Si trova all'estrema sinistra dell'edificio principale, negli appartamenti privati di Caterina II. Per arrivarci si attraversano innumerevoli stanze come la Sala Grande, dove avvenivano i balli di corte alla luce di 696 candele; la Sala Bianca con un dipinto di Guido Reni; la stanza dei ritratti con i quadri raffiguranti Caterina I, II ed Elisabetta e con  il  pavimento ricoperto di essenze pregiate; l'appartamento dello zar con le pareti completamente coperte di sete cinesi e arredato  con porcellane giapponesi; la sala da pranzo verde. Purtroppo molti decori e arredi sono stati distrutti nei secoli dai vari incendi che si sono impadroniti del palazzo. Ulteriori danni li hanno fatti le vicende storiche, i saccheggi e le occupazioni della Seconda Guerra Mondiale. Soltanto nel 2003, per il tricentenario di San Pietroburgo, è stato possibile riportare il palazzo allo splendore originale della grande Caterina.



Foto: ©
www.saint-petersburg.com