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Gen
05

Inizio anno a Valencia città del vento

valenaperturaTesto e foto di Sonia Anselmo  

VALENCIA
- La forte brezza fa agitare le chiome degli alberi, crea onde nei bacini artificiali ai lati degli edifici della Città delle arti e delle scienze e gonfia le vele delle barche che in ogni stagione solcano il mare. Valencia è decisamente una città del vento. Normale che sia stata scelta quindi, ormai qualche anno fa, per la Coppa America di vela. Sarà per il costante soffio che qui le nuvole fanno raramente capolino, che si gode di circa 300 giorni l'anno di sole e di temperature miti anche a dicembre. Solo l'albero natalizio, fatto di coni di luce, resiste imperterrito alla brezza al centro di Plaza de Ayuntamiento, un enorme spazio pedonale arricchito di chioschi di fiori multicolori e luminarie sobrie ed eleganti. È il cuore di Valencia, qui si festeggia tutto, dal Capodanno alle Fallas, i falò tradizionali che vengono accesi il 19 marzo per commemorare San Giuseppe e l'arrivo della primavera: si bruciano grossi fantocci di cartapesta, in un tripudio di carri allegorici, maschere e costumi. Una festa imperdibile per i valenciani, che ad essa hanno anche dedicato un museo particolare.


Grazie appunto al clima favorevole, oltre a collegamenti aerei con l'Italia puntuali e numerosi che durante le festività di fine anno vengono intensificati,la città della Spagna meridionale è diventata una meta turistica molto amata. I visitatori sono attratti soprattutto dalla Ciutat de les Arts i les Ciències, il lato più moderno  del posto. Opera dell'architetto locale Santiago Calatrava, ideati sul tema della natura e dell'acqua, gli edifici sembrano grosse balene arenate sul vecchio letto del fiume Turia, oggi asciutto e trasformato in giardino. Stanno lì, immobili, bianche e luminose, come cattedrali nel deserto: dentro il mondo interattivo, l'acquario, le esperienze scientifiche, fuori quasi una landa desolata, senza vita. Da qui è facile arrivare al porto, anche questo moderno e fondamentale per una città che ha basato la sua storia sulla navigazione e il commercio. A un lato della Marina, svetta il Palazzo dei venti e delle vele, nome più adatto di questo non si poteva dare, da dove si possono ammirare le tante regate che si svolgono in queste acque. Più romantico il lungomare, tra palme e ristorantini, con una spiaggia che pare gettarsi all'infinito nel Mediterraneo, mentre appena al di là della strada si susseguono le vecchie case di pescatori colorate di tinte pastello, che rendono il quartiere Cabanal unico. Ci si arriva comodamente con una metropolitana che sembra appena uscita dalla fabbrica, lucida, pulitissima e veloce.

Se Valencia è diventata famosa negli ultimi anni proprio per la modernità che ha saputo portare al suo skyline, la zona centrale e storica non lascia certo delusi. Un tempo questa città faceva parte del regno di Aragona e molte tracce sono rimaste. A cominciare dalla meravigliosa Lonja de la Seda, l'antica Borsa, oggi Patrimonio dell'Unesco. Costruita in quindici anni, tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento, quello che fu il secolo d'oro di Valencia, è un concentrato di stili, gotico in maggioranza, ma anche rinascimentale, con influenze ebraiche nelle decorazioni delle porte, archi arabi e croci cristiane. Un palazzo merlato nato per i mercanti che qui trattavano i prezzi dei prodotti principali di allora: zafferano, riso, olio, vino e seta. Tra innovazioni stilisiche per l'epoca, come la scala a chiocciola che porta al piano superiore, e bassorilievi con argomenti "terreni" e sensuali, la Lonja oggi racchiude due palazzi con un cortile interno, sale con soffitti a cassettoni e una curiosa sfilata di ritratti di re e regine su uno dei muri esterni: si riconoscono i sovrani cattolici, Fernardo d'Aragona e Isabella di Castiglia, e il loro nipote, Carlo V, colui il quale possedeva l'impero su cui non tramontava mai il sole, che però non era molto amato dai Valenciani.

La città visse il massimo dello splendore grazie ad Alessandro VI, il perfido papa Borgia, originario proprio di questa zona, che donò il titolo di "metropoli" e permise la nascita dell'Università. Il nome Borgia risuona pure nella Cattedrale, a pochi metri di distanza dalla Lonja. Un guazzabuglio ben riuscito di stili, impiantato tra il 1262 e il 1429, dominato dal campanile detto il Miguelet, che al tramonto si incendia di un color rosa deciso. All'interno cappelle, statue e per Natale un presepe molto realistico, con tanto di Re Magi con al guinzaglio un ghepardo dal collare di brillanti. Le parti più importanti sono appunto la cappella Borgia, dedicata all'unico santo della famosa e famigerata famiglia, Francisco, e dominata da tre grandi ed espressive opere di Goya, e uno dei punti focali per tutti quelli che sono attratti dai misteri e dai Templari: la cappella del Santo Calice, che conserva quello che sarebbe il mitico Santo Graal, l'antico calice, poco più di una coppetta in agata, originaria della Palestina, costudita in una teca, da dove avrebbe bevuto Cristo durante l'Ultima Cena. Uscendo dalla Cattedrale nella piazza, che ospita il mercatino natalizio, è facile girovagare tra i vicoli e le stradine alla scoperta degli altri gioielli di Valencia: la Basilica della Vergine de los Desamparados, collegata alla cattedrale da un arco rinascimentale, e frequentatissima dai fedeli ad ogni ora del giorno, la plaza de la Virgen con la fontana dedicata al fiume Turia, la piccola e deliziosa Plaza di Santa Catalina con l'omonima chiesa.

Nel cuore di Valencia è un susseguirsi di locali, pasticcerie, bar, caffè, sempre pieni che offrono il ben di Dio: i churros, frittelle da intingere nella cioccolata densa e bollente, i fartons, una specie di brioche, da assaggiare con l'horchada, latte di cipero, o l'Agua di Valencia, per chi ama i cocktail alcolici, sono i prodotti della città più amati, senza dimenticare i tanti ristoranti che offrono paella e tapas a ritmo continuo. A Valencia non si rischia di certo di morir di fame. E per smaltire le calorie si può girare a piedi: la zona commerciale con negozi di ogni genere, dominata dal Mercato di Colon, un tempo mercato, oggi galleria chic di bar, la Estacion del Norte con i suoi mosaici Art Nouveau, il Mercato centrale, davanti alla Lonja, dove si può acquistare qualsiasi tipo di alimento in uno spazio che sembra un museo, con cupole, ceramiche e vetrate. Oppure perdersi tra le strade alberate con gli aranci appesi ai rami e durante Natale le mille luci che illuminano questa piccola e preziosa città. Accompagnati dall'immancabile presenza, il leggero soffio di vento.

In collaborazione con www.vueling.com e www.myvuelingcity.com, con tanti consigli e luoghi da visitare sulla meta

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