
È tempo di ripensamenti per
Lufthansa Italia e a soli due anni dal lancio del marchio, la compagnia di bandiera tedesca decide di chiudere lo spin-off tricolore. Era il 2009 quando il vettore aprì un brand italiano sullo scalo di Milano Malpensa approfittando della rarefatta presenza di Alitalia, in piena ristrutturazione e riposizionamento. Nacque così Lufthansa Italia, che doveva servire a collegare il capoluogo lombardo con varie città italiane ed europee a prezzi competitivi, ma con tutta l'allure e i servizi di una compagnia di peso. Ora invece arriva il ritiro, che avverrà a partire dal 30 ottobre, con l'entrata in vigore dell'orario invernale Lufthansa 2011-2012. Contemporaneamente verrà potenziata la controllata regionale Air Dolomiti, che già unisce gli scali del nord Italia con Monaco e Francoforte e che si concentrerà ancora di più su questi collegamenti, mentre i nove Airbus A319 della flotta di Lufthansa Italia verranno aggregati a quella della compagnia madre. "I passeggeri italiani hanno dimostrato di apprezzare pienamente il servizio di Lufthansa Italia e hanno risposto in modo eccellente - ha detto l'amministratore delegato del vettore tedesco Christoph Franz per spiegare la decisione - ma il crollo dei prezzi sulle rotte europee e l'aumento della concorrenza avevano reso estremamente difficile sostenere un network in modo redditizio con un marchio separato".

Secondo Franz "ha quindi molto più senso potenziare i collegamenti Lufthansa già esistenti fra l'Italia e gli hub tedeschi" per i quali prevede una crescita a due cifre dopo la razionalizzazione. A giovare della manovra sarà la controllata veneta Air Dolomiti, basata a Verona, che al momento serve, insieme alla compagnia tedesca, 19 destinazioni italiane e che, come detto, potenzierà ora la sua presenza in Germania, almeno sotto il profilo delle frequenze. Anche Carsten Spohr, del board Lufthansa fa capire che l'addio a Malpensa non costituirebbe una fuga, ma solo un cambio di strategia: "Siamo la compagnia straniera di maggior successo in Italia e intendiamo restare e consolidare la nostra posizione" ha infatti dichiarato. Più realista Thomas Eggert, uomo Lufthansa di lungo corso e che solo il 15 aprile aveva assunto la carica di nuovo direttore vendite di Lufthansa Italia. Per lui la verità è semplice: la compagnia era in perdita, un modo certo più secco e diretto di leggere le dichiarazioni di Franz. Bocche cucite per ora sulla ridistribuzione del personale, la cui assunzione all'inizio del 2009 era stata vista come la nuova opportunità lavorativa offerta da Malpensa anche senza Alitalia.