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Ago
14

A Capri resiste il fascino dell'isola glamour

CapriaperturaTesto e foto di Sax Di Drego  

MARINA GRANDE - Jackie Kennedy amava passeggiare tra le stradine con i pantaloni al polpaccio e gli occhiali, chic come non mai. L'ex first lady è stata una soltanto delle tantissime vip che hanno stazionato in piazzetta o si sono tuffate nel mare cobalto, ma a lei sicuramente Capri deve il fatto di essere diventata un'icona del glamour senza tempo, oltre ad aver lanciato la moda, tuttora resistente, dei pantaloni "Capri", appunto, e di un look sobrio e raffinato. Per  la signora Onassis l'isola campana era un rifugio, così come per tutte le celebrità hollywoodiane del tempo che fu, di scrittori e artisti. Da qui sono passati i principi di Monaco, Grace Kelly e Ranieri, il re della risata Charlie Chaplin, gli ultimi divi Gregory Peck, Jack Lemmon, Liz Taylor, Rita Hayworth, la divina Greta Garbo e numerosi altri. Le loro foto, in posa davanti ai Faraglioni o sulle terrazze affacciate sul mare, sono ancora uno spot perfetto per la bellezza dell'isola.


Qui nascevano e si consumavano amori, si decidevano film e libri, si indossavano modelli, gioielli e scarpe ideate qui, si gustavano i prodottilocali, prima tra tutte la "caprese", la famosa insalata di mozzarella di bufala e pomodoro, e poi l'altra "caprese" popolare, la torta di cacao e mandorle, magari accompagnata dal limoncello fatto con i pregiati limoni locali. Collocata a sud di Napoli e distante meno di tre miglia marine da Punta Campanella, Capri, con le sue bellezze naturali, costituisce ancora una meta ambita da turisti italiani e stranieri. La sua storia è legata a quella del Mar Mediterraneo, alle popolazioni che hanno attraversato quel tratto di mare tra Capo Miseno e Punta Campanella, scenario di grandi eventi e scambi culturali. L'origine del nome dell'isola di Capri è conteso, alcuni sostengono che derivi dal greco capros (cinghiale ), altri dal latino capraeae (capre). Il centro di Capri è la Piazza Umberto I, più conosciuta come la mitica Piazzetta, cuore dell'isola azzurra. In passato era il luogo dove si teneva il mercato del pesce e della frutta, nel 1938 un giovane isolano aprì il suo bar ed ebbe l'idea di sistemarvi alcuni tavolini con sedie, da quel momento la Piazzetta divenne il centro mondano di Capri, al punto che, nel corso degli anni, le è stato attribuito il soprannome di "salotto del mondo".

Ci si siede sotto gli ombrelloni degli storici bar per fare colazione, gustare un aperitivo o semplicemente per far quattro chiacchiere con gli amici dopo le ore trascorse al sole. Ma oltre ai vip, il merito della fama di Capri va anche alla natura che ha dato all'isola dieci chilometri di coste di una bellezza unica. Tra i primi ad accorgersi del fascino caprese ci fu l'imperatore Cesare Augusto, intorno al 29 avanti Cristo, anche se il nome a cui è più legata l'isola è sicuramente Tiberio. I visitatori, arrivati con il traghetto da Napoli e da altre zone della Campania, vengono accolti dal porto di Marina Grande, con le sue case dai colori pastello e le strade in salita. L'atmosfera è proprio come quella vista in centinaia di film, tra cui "La baia di Napoli" con Sophia Loren e Clark Gable che rende al meglio il posto come era negli anni Cinquanta. Da Marina Grande, dato che la circolazione automobilistica è vietata, si può prendere la funicolare che si inerpica tra le limonaie e che porta in Piazzetta. Il modo migliore di vedere Capri però è dal mare: si prende un'imbarcazione a Marina Grande e ci si lascia sedurre da un itinerario a dir poco affascinante. Si salpa in direzione nord-ovest e poco dopo si entra nel comune di Anacapri, protetto dal Monte Solaro, il punto più alto dell'isola, raggiungibile via terra con una seggiovia o, a piedi attraverso un sentiero. Il paesaggio si presenta con giardini degradanti a terrazza, casette bianche e i pochi superstiti terreni coltivati.

Alla fine dell'Ottocento, in questa zona, il medico svedese Axel Munthe, accanto alle rovine di una dimora romana, fece costruire Villa San Michele, una sorta di casa-museo che ospita le sue collezioni. Proseguendo via mare si raggiunge la famosissima Grotta Azzurra, una delle 60 caverne che si  trovano sull'isola, certamente la più nota, tanto che in estate si può anche aspettare un'ora per vederla su una delle barchette che attendono all'ingresso. Deve il suo nome al blu di cui si colora l'acqua all'interno con il riflesso dei raggi solari che filtrano dall'esterno, la grotta è lunga sessanta metri e larga venticinque, l'entrata, a pagamento, è talmente bassa che vi si può accedere solo in una piccola barca a remi. Poco sopra, tra il verde, i resti di Villa Damecuta, una delle dodici residenze di Tiberio. Si supera Cala del Rio, una piccola baia con rovine di un antico porto romano, e si continua verso Punta Carena dove si erge il faro omonimo indicante l'ingresso nel golfo di Napoli. Si è giunti quindi nel versante occidentale, il lato più selvaggio dell'isola, qui si trova la Grotta Verde, dai riflessi color smeraldo, ma la vera attrazione di questo lembo di costa è Marina Piccola, in origine un borgo di pescatori e dagli anni '50 uno dei lidi più esclusivi che ospita numerose ville di personaggi del jet set.

Poco oltre si apre la sinuosa via Krupp, fatta scavare nella roccia dall'industriale tedesco per raggiungere direttamente il mare e l'hotel Punta Tragara, costruzione progettata da Le Corbousier e affacciata sui Faraglioni. Questi pinnacoli rocciosi, altro immortale simbolo isolano, in tutto sono quattro: Stella, alto 109 metri , unito alla costa, Di Mezzo, alto 81 metri, dotato di una galleria naturale che lo attraversa per intero, Scopolo, abitato dalla lucertola azzurra, una varietà protetta della più comune lucertola campestre, e Monacone, che prende il nome dalla foca monaca, mammifero che in tempi passati si poteva trovare in queste acque. Poco oltre, un'altra casa famosa, la villa di Curzio Malaparte, progettata dallo stesso scrittore. Si prosegue quindi in direzione dell'Arco Naturale, una roccia enorme bucata al centro per effetto dell'erosione e si arriva alla Grotta Bianca, dove l'erosione ha creato stalattiti e stalagmiti dalle forme bizzarre. Superato "il salto di Tiberio" rupe da cui si diceva che l'imperatore gettasse i propri nemici, si scorgono i resti di Villa Jovis, la più spettacolare delle sue dimore. Infine, rientrando verso Marina Grande, alla sommità di una roccia sporgente sull'acqua, si trova la statua in bronzo dello "Scugnizzo" posta lì a salutare i visitatori.

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