Le streghe abitano a Triora
Testo e foto di Gioia Stella Mesano
TRIORA - Sembra che Halloween qui duri tutto l'anno. Sarà anche il borgo delle streghe, ma Triora ha un che di misterioso e dark ideale come palcoscenico per la notte dei morti viventi. Dovunque, in questo paesino arroccato in Liguria in provincia di Imperia, è un trionfo di esoterico e magico. Tra i vicoli, i negozi espongono ogni oggetto utile per evocare le streghe: teschi, bamboline fattucchiere, ragnatele e candele a forma di zucca. Di tutto e di più, per una festa ben riuscita. Anche se gli articoli che vanno per la maggiore sono gli splendidi cappelli da strega: di ogni colore, hanno la veletta con tanti ragnetti che tessono la tela, le piume e i fiori. Potebbero servire come maschera di Carnevale o per la notte di Halloween, ma qui tutte le visitatrici del borgo lo sfoggiano mentre si arrampicano sulle salite di pietra del paese. Giusto per essere streghe sul serio una volta nella vita.
E magari accarezzare uno dei numerosi e ben pasciuti gatti che si incontrano sul cammino. Loro sono i pronipoti di quelli delle donne che con il loro processo per stregoneria hanno reso Triora famosa. Fu nel 1588: gli abitanti, afflitti da una lunga e violenta carestia, se la preserono con alcune signore locali. Le fattucchiere si davano convegno alla Cabotina, tuttora vedibile, ed evocavano il Diavolo: dopo essere state individuate, furono consegnate all'Inquisizione che istaurò subito il processo. Sottoposte alle peggiori torture, furono condannate a morte. Accusate di aver provocato, con i loro riti sacrileghi, l'avvelenamento del bestiame, la distruzione delle culture, pestilenze, piogge acide, morti di bimbi in fasce e addirittura furono additate di cannibalismo. Un episodio degno del più cupo Medioevo, nonostante si fosse svolto in pieno Rinascimento, che contrappose Chiesa e abitanti, che squarciò un velo sull'ignoranza ancora radicata della popolazione. Le povere signore soffrino le pene dell'inferno in terra, alcune morirono prima di arrivare al processo, altre finirono sul rogo.
Ma per ironia della sorte, dopo essere state così trucidate, oggi continuano a vivere e a dare popolarità a questo paese, considerato uno dei borghi più belli d'Italia. Anzi, le streghe sono il vero emblema del posto. Accolgono il visitatatore su un colorato cartello all'entrata del centro, la statua di una di loro domina il piazzale che si affaccia su una vallata e un panorama lussureggiante, un museo ripercorre la loro vicenda, un sentiero da trekking fa scoprire i lati più oscuri del borgo che mantiene intatto il suo fascino medievale. Come nell'imperdibile sosta della Cabotina, il ritrovo delle fattucchiere, come nel castello diroccato, nel cimitero in cima alla rocca che domina il paese e che ha un'atmosfera misteriosa anche con il bel tempo, nelle stradine spartane di pietra, linde e deserte. Ad ogni angolo una sorpresa: gli antichi serbatoi idraulici, i carrugi che cambiano secondo la luce del giorno, la piazza con la chiesa dell'Assunta con la facciata ottocentesca che stride con il resto e sorta su un tempio pagano.
Triora, infatti, era già abitata nel Neolitico e ha subito tutte le trasformazioni della Storia fino a giorni nostri. E' stato un borgo prospero e ricco, ha subito pestilenze, terremoti e opposte influenze politiche. Oggi vive principalmente di turismo, grazie proprio alle sue streghe. A loro è dedicata anche una festa: Strigora, la domenica dopo Ferragosto, senza contare le grandi celebrazioni annuali per Halloween. Triora è facilmente raggiungibile in auto da Sanremo o da Arma di Taggia, anche se la strada per salire fino in cima è tortuosa e si apre su monti che sfoggiano la cima ancora innevata in primavera. Ed è proprio questo panorama rilassante, capace di far dimenticare la cognizione del tempo, una delle caratteristiche più magiche del paese, oltre ai tanti prodotti gastronomici tipici, come il famoso pane di Triora, spolverato di crusca, il formaggio Bruzzo, ottenuto dalla fermentazione della ricotta; le creme da spalmare di olive taggiasche e altre specialità che si trovano solo qui.
Per mangiare
L'Erba Gatta, tra i vicoli, è un locale dedicato alla cucina ligure con prodotti locali.
Per gli acquisti
La Strega di Triora: formaggio, pane, marmellate, creme, sughi, funghi, olio a produzione completamente artigianale
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