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Lug
25

Per le strade e i mercati di Palermo

PalermoaperturaTesto e foto di Paolo Moressoni  

PALERMO - Contrasti. Questo è quello che viene subito in mente parlando del capoluogo siciliano. Da una parte le tristi vicende di cronaca e di storia italiana, dall'altra il mare e la vista della Conca d’Oro. Non si può rimanere indifferenti nemmeno al monte Pellegrino, che si protende verso il mar Tirreno, poiché per atterrare a Punta Raisi la rotta prevista è girargli intorno, quasi per voler valorizzare le parole di Wolfgang Goethe che lo definì "il promontorio più bello del mondo". Ma la storia qui va ovviamente molto più indietro. Fondata nell'ottavo Secolo avanti Cristo dai commercianti Fenici, intorno ad un porto naturale sul litorale nordoccidentale della Sicilia, Palermo inizialmente fu chiamata Zîz. In seguito, con la dominazione greca divenne Panormus (che significa "tutti-porti") origine del nome che si è tramandato sino a oggi. I contrasti di questo luogo hanno anche una radice storica, infatti è considerata come la città più spesso espugnata, a causa della sua strategica posizione nel Mediterraneo. Dopo i fenici e i greci si sono alternati alla sua dominazione anche i romani, i bizantini, gli arabi, i normanni, gli Aragona e i Borbone.


Per questo motivo a Palermo, secoli di storia si sovrappongono, si mescolano senza soluzione di continuità e lasciano senza respiro. Città dell’arte e della cultura, andrebbe scoperta attraverso i suoi innumerevoli monumenti, ma la cosa è così ardua da richiedere forse una vita; in ogni caso è doveroso ricordarne alcuni come il Palazzo dei Normanni (oggi sede dell'Assemblea regionale siciliana), la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, che con le sue caratteristiche cupole rosse è diventata uno dei simboli della città e poi il Teatro Massimo, che è da sempre più che un teatro. Poi ancora Piazza Pretoria, delimitata tra il Palazzo Pretorio, la Chiesa di Santa Caterina Palazzo Bonocore, oltre che dalla Via Maqueda, sulla quale si affaccia la Chiesa di San Giuseppe dei Teatini. Al centro si trova l'imponente fontana di Francesco Camilliani, tuttavia La piazza è conosciuta anche come "Piazza della Vergogna" con riferimento alla nudità dei soggetti immortalati nelle sculture. A pochi passi, la piazza ottagonale che rappresenta il centro di Palermo, piazza Vigliena, o Quattro canti, raffigurante, le quattro stagioni, le quattro sante patrone del capoluogo, e i quattro re spagnoli di Palermo.

E per completare in bellezza la lista dei monumenti, ecco la Cattedrale, che eretta su un'area occupata da una moschea araba, rappresenta l'intera storia cittadina e dei popoli che l'hanno guidata. Infatti la splendida commistione artistica presente nell'edificio mette in bella mostra un portale laterale e torrette campanarie in stile gotico catalano, una facciata quattrocentesca, un'abside con decorazioni arabo-normanne e una cupola tardo barocca. L'interno, a causa di un incendio, è stato invece completamente ricostruito in stile neoclassico. Ma oltre all'arte e alla storia, bisogna immergersi nella tradizione popolare. Non si può dire di aver visitato la città senza essere stati nei suoi mercati più famosi: Ballarò e la Vucciria, dove la merce viene continuamente "abbanniata", un modo di reclamizzare i prodotti che utilizza inflessioni di voce cantilenate. Una passeggiata fra le bancarelle è l’occasione per osservare la "vita di strada" dei palermitani e che già Renato Guttuso immortalò nelle sue tele. Il re del mercato è sicuramente il pesce, il quale come ogni grande star, è illuminato da grandi lampade anche in pieno giorno, per farne risaltare la freschezza. Sui tavoli di marmo e incoronato dalla sua ormai inutile arma, troneggia il pescespada, poi i tonni, fino ad arrivare all’umile sarda, il pesce dei poveri. Infatti ciò è provato dal detto "liccarisi a sarda" che si riferisce a chi ha ristrettezze nello spendere.

Comunque Palermo è più che mai il mare, e quello per eccellenza dove i Palermitani si rifugiano nelle giornate afose è Mondello. Sabbia candida, fondali bassi e acqua splendida fanno da sfondo ad un chilometro e mezzo di litorale punteggiato da stabilimenti balneari e da spiagge libere. Qui, nelle azzurre acque, collegato alla terraferma attraverso un pontile, si trova anche uno splendido esempio di edificio in stile liberty, sede storica di prestigiosi circoli nautici, e attualmente dell’Euroyachting Club. In questa città la storia e la cultura del saper vivere è scritta ovunque: sui volti delle persone, nelle strade, nei palazzi, nei quartieri, a tavola. Palermo è la città da dove fuggire, dove rifugiarsi, dove scappare. Dove, ancora una volta, tornare. È una promessa!

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