Navigando sul Mincio tra fiori di loto e aironi

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Palloncini sull'ex Muro

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Atacama, il deserto delle meraviglie

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Set
19

Selvaggia Vulcano

vulcanoapertura1Testo di Iride Conti

VULCANO - Colpisce alle narici appena scesi dal traghetto. L'odore pungente e fastidioso dello zolfo legato ai fanghi è una delle caratteristiche di Vulcano, la più selvaggia delle isole Eolie. Qui si viene per il valore curativo delle pozze, utili per le malattie respiratorie e della pelle, oltre che per il benessere e il relax in generale. Gli effetti benefici e la suggestione del paesaggio rendono questo luogo una delle attrazioni principali di Vulcano. Difficile resistere ad un'immersione nel laghetto vulcanico, nonostante l'olezzo non certo gradevole: il fango argilloso con alta concentrazione di zolfo si può spalmare sul corpo, oppure farsi un comodo bagnetto nelle pozze. Attenzione, però, meglio comprare una "mise" usa e getta nel chioschetto predisposto: la stoffa rimane impreganta dall'odore che non va più via, tanto che conviene buttare il costume.

 


Tra le rocce, sono visibili i soffioni che il cratere emette costantemente, in una simbiosi perfetta tra uomo e natura. Le terme al cielo aperto sono conosciute da tempo immemore: basti pensare che Theresia, ovvero "terra calda", era l'antico nome dell'area di Vulcano, che era peraltro l'isola sacra al dio Vulcano, appunto.  Mitologicamente, nella tradizione greca, era la sede delle fucine del dio del fuoco, Efesto, per i romani diventò Vulcano, da cui deriva l'attuale nome dell'isola. Si narra
che il dio, aiutato dai Ciclopi, qui forgiava le armi per gli dei. Più prosaicamente, l'isola è la fusione di quattro vulcani ed è stata soggetta nei secoli all'estrazione di allume e di zolfo, che durante la dominazione borbonica divenne una vera e propria industria. Durante la prima metà dell'Ottocente, un inglese di nome Stevenson continuò l'attività mimeraria e piantò i primi vigneti. Ancora oggi è possibile ammirare la sua villa, il Castello, che si trova vicino ai fanghi. L'inglese abbandonò l'isola nel 1888, quando ci fu l'ultima eruzione del vulcano. Da allora, è rimasto inattivo e gli abitanti hanno sfruttato le sue doti, anche a livello turistico. Con la spa sotto il cielo, ma anche con escursioni al cratere. Il sentiero che si deve affrontare sul fianco della montagna offre panoramici incantati su tutto le Eolie: il piccolo Vulcanello, Lipari di fronte, a sinistra
Salina, a destra Panarea e i suoi isolotti, sullo sfondo Stromboli, in lontanza Filicudi e nelle giornate particolarmente
limpide si intravede Alicudi. Per arrivare in cima al cratere, la salita non è certo priva di fatica, ma la natura, con la terra rossa che sembra uscire dalla antica fucina del dio,  e i panorami offrono una motivazione più che abbondante. La grande voragine del Cratere della Fossa è quasi teatrale nella suggestione che induce al visitatore.

Per chi preferisce crogiolarsi nel fango curativo, Vulcano offre altre attrazioni: le famose spiagge nere, come Porto di Ponente, chiamate così per il colore della sabbia di origine  vulcanica. Il mare è cristallino e con il sole fa da specchio al nero intenso delle pietruzze laviche, creando un particolare effetto di luce, dove sembra che milioni di cristalli brillino spontanei. La spiaggia delle Fumarole è bagnata dalle acque sulfureo mentre l'acqua ribolle per le sorgenti gassose sottomarine, invece la spiagga del Gelso è dominata da un faro e offre un mare turchese, trasparente. Infine, la spiaggia dell'Asino, rinomata per essere quasi un angolo dei tropici in Sicilia. Una caletta di sabbia nera con acqua cristallina e i sibili del cratere in sottofondo: tranquilla durante il giorno, la notte si trasforma in una pista da ballo al chiaro di luna con musica dal vivo. Del resto, Vulcano, così selvaggia e quasi spartana, ha una movida di tutto rispetto: i bar di paglia un pò naif sulle spiagge si trasformano in locali, dove si suona, si canta e ci si diverte. In tutti questi luoghi si può arrivare facilmente, attraverso sentieri e strade costellati di ginestre e fichi d'India, affittando i motorini oppure servirsi dei tanti "taxi boat" che offrono il servizio tutto intorno all'isola. Un modo diverso per scoprire al meglio questo angolo degno di un dio.

Dove dormire: Resort Mari del Sud. Immerso nelle bellezze naturali di Vulcano, inaugurato a maggio 2013, ospitato da una delle due insenature che più caratterizzano l'isola, la Baia di Ponente, il Resort non è lontano dalla salutare Pozza dei Fanghi e  dalle calde acque sulfuree della spiaggia della Baia di Levante: una posizione privilegiata con una vista mozzafiato sul famoso Faraglione da un lato, e sul Vulcano dall’altro. Il resort è nato nel rispetto dell'ambiente e delle materie prime, con lo scopo di valorizzare il territorio. All’interno del Beauty Point del Mari del Sud, infatti, si utilizzano solo prodotti del luogo e a chilometro zero: gli elementi tipici di Vulcano  vengono combinati assieme in un trattamento beauty per una sensazione unica di benessere naturale e di profondo legame con l’isola. A settembre e ottobre, mesi ideali per tuffarsi nelle acque calde del posto, il resort offre speciali pacchetti di fine estate.  Per informazioni www.hotelmaridelsud.com

 

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Foto di Eliana Conti e www.hotelmaridelsud.com