Moorea, l'isola dell'incanto
La chiamano "l'isola magica" e con ragione. James Cook, quando approdò qui nel 1768 dalla brume inglesi, dovette avere una visione in questo paradiso d'acqua cristallina, natura lussureggiante e pace sovrana. Lo stesso choc che ha chi arriva anche oggi a Moorea, una delle splendide isole dell''arcipelago della Società, nella Polinesia Francese. Un eden a qualche minuto d'aereo e ad appena trenta minuti di traghetto dalla sorella più mondana, Tahiti, da cui è separata da un braccio di mare di soli 17 chilometri. Avvolta da una quieta dolcezza, Moorea è dominata dalla natura ed è sviluppata a tridente: tre fasce di terra che si estendono nell'oceano e dominate da otto montagne. Maestosa e regale, l'isola è anche detta "giardino" per la sua vegetazione rigogliosa. Spiagge di sabbia bianchissima che si affacciano su una laguna dai riflessi verdi e turchesi, montagne a picco che si specchiano nell'acqua del mare, panorami mozzafiato come quelli legati alle due baie gemelle a nord dell'isola: la baia di Cook, dove sbarcò il celebre navigatore, e quella di Opunohu.
Un'escursione fino al Belvedere è d'obbligo per ammirare le scenografiche baie e i monti che le sovrastano. Per l'isola si incontrano deliziosi villaggi di case dipinte nei colori pastello, arricchite da giardini dove regnano sovrani gli ibiscus di tutte le tinte, il tiare - una specie di gardenia che è il fiore nazionale polinesiano e che cresce solo in questo arcipelago - e gli uccelli del paradiso. Moorea racchiude quanto di più bello si possa trovare nella Polinesia Francese: nella sua laguna i piccoli motu sono fatti apposta per oziare, si può provare l'emozione di incontrare nelle sue acque cristalline razze e balene, fare trekking e vedere da vicino le numerose cascate, girovagare tra le piantagioni di ananas e frutta tropicale, godersi le tantissime spa dell'isola, che usano prodotti locali come il monoi, acquistare le rinomate perle nere, assistere ad una danza del fuoco e vedere gli artigiani al lavoro nel tradizionale Tiki Village. E persino visitare siti archeologici come il marae Afareaitu e il marae Te Ti'Roa: la Polinesia fu infatti culla della civiltà Maohi, fatta di audaci navigatori che con la sola conoscenza dei venti, delle correnti e delle stelle viaggiarono nel Pacifico tra il 500 avanti Cristo e il 500 dopo Cristo.
Gli indigeni narrano un'antica leggenda che ha dato nome a Moorea: in lingua locale significa, infatti, "lucertola gialla". Perchè fu proprio una lucertola gigantesca gialla a creare con la sua coda le baie di Cook e di Opunohu. Da allora sembra che il tempo si sia fermato in questo angolo di paradiso circondato da una barriera corallina, dove i branchi di delfini sono pronti a farsi ammirare e dove le palme incorniciano panorami da sogno. Un incanto da cui non si vorrebbe mai andare via.
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