Tiaré, il piccolo grande fiore della Polinesia
Testo e foto di Sonia Anselmo PAPEETE - Dalle collane di fiori alla marmellata. Ci fanno davvero tutto in Polinesia con il tiaré. Una piccola gardenia bianca, a volte dai riflessi gialli e a volte rosa, che nasce e cresce spontanea in queste isole baciate dal sole. Il tiarè è il simbolo del paradiso terrestre tahitiano. Nell'arcipelago delle Società si trova ovunque. L'incontro con la Gardenia tahitensis, dal nome botanico e della famiglia delle Rubiacee, avviene subito, nemmeno saliti sulla scaletta dell'aereo che porta a Papeete: le hostess distribuiscono un bocciolo alle viaggiatrici, che si aprirà durante il lungo volo, da mettere dietro le orecchie come usano le polinesiane. Anche l'aereo lo porta ben dipinto sul timone di coda: bianco su fondo azzurro, rende unica la compagnia Air Tahiti Nui.
Il secondo incontro con il fiore è all'aeroporto di Papeete, già in sè molto esotico e particolare con l'accoglienza di un duo che suona canzoni polinesiane, un hangar di palme e bambu e un nastro trasportatore di bagagli "abitato" dai giganti granchi di terra: appena atterrati si viene omaggiati da una collana di tiarè, dono di una terra ricca di vegetazione. Durante il soggiorno nelle Isole della Società si fa conoscenza approfondita della gardenia locale. E' la vera protagonista di questi luoghi dal fascino naturale e magico. E' anche il principale ingrediente del "monoi", lo speciale olio della Polinesia che è adatto a mille usi dermatologici. Adatto ad ogni tipo di pelle, è un'idratante formidabile, anti-age, antiossidante, riparatore e lenitivo: prodotto in centinaia divarianti e profumi, dalla crema abbronzante al repellente per gli insetti, di base è adatto come dopo sole per mantenere la tintarella, per i capelli come fanno le polinesiane, per elasticizzare le pelli molto secche. Alleato principe della bellezza, l'olio vegetale è ricco di vitamina E ed è il risultato della saturazione dei fiori del tiarè, attraverso un antico processo che l'unisce alla polpa di cocco ed ad altre varianti di profumazione, dal pompelmo alla vaniglia, usando sempre prodotti locali delle isole. Dopo questo processo, il tiarè diventa sapone, crema corpo, olio per centinaia di scopi curativi. Il piccolo e inebriante fiore a forma di stella non è utile solo nel campo della cosmesi. Nella Polinesia Francese è dappertutto, anche in cucina.
Ci fanno la marmellata: un velo trasparente e ambrato con i sottili petali che emergono dalla melassa molto zuccherina. Ci aromatizzano il tè e il caffè, che prendono un gusto delicato. Non solo, le piante di tiarè si vedono facilmente in ogni angolo, accanto ai grandi alberi del pane e ai manghi e sono riprodotti come disegni nei parei, souvenir ideali di queste zone. Inoltre, a dicembre, il fiorellino delicato viene anche festeggiato con manifestazioni in tutte le isole. E' impossibile fuggire alla gardenia polinesiana, vero e proprio must. L'unica concorrente al ruolo di regina di Tahiti è la vaniglia: frutto di una specie di orchidea, è coltivata soprattutto nell'isola di Tahaa, è anche essa usata in mille modi diversi. I preziosi baccelli, venduti interi, in estratto naturale o in polvere, vantano persino un premio annuale alla miglior produzione dato dal Ministero dell'Agricoltura. La vaniglia qui è una cosa seria e occupa un ruolo importante nella cosmesi e nella cucina. Centinaia le ricette: i classici biscotti, le marmellate pure o che uniscono la vaniglia all'ananas o alla banana, il tè e il caffè aromatizzati, il burro, il cioccolato, dolci vari, oltre alla salsa che va ad accompagnare uno dei piatti tipici della Polinesia, il mahi mahi (un pesce molto sfruttato nelle ricette e sulle tavole) alla vaniglia. Normale che entrambi, vaniglia e tiarè, siano diventati il profumo del Paradiso terrestre.
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