In crociera alla scoperta dei gioielli del Baltico

In crociera alla scoperta dei gioielli del Baltico

Testo e foto di Annarosa Toso TALLINN - È Pietro Sinisi, comandante di Costa Luminosa, romano, 42 anni di età e 21 passati sul mare, a raccontare la particolarità della crociera “I Gioielli del Baltico”…

Sapori intensi in Sudafrica

Sapori intensi in Sudafrica

Testo di Iride Conti CAPE TOWN - Un tripudio di colori, profumi e sapori risultato di una mescolanza di influenze gastronomiche e culturali diverse tra loro. Il Sudafrica a tavola si presenta così, con…

Zermatt: ghiaccio, rocce e sua Maestà il Cervino

Zermatt: ghiaccio, rocce e sua Maestà il Cervino

Testo e foto di Luca Trambusti ZERMATT - Sino al 14 luglio 1865 nessuno aveva messo piede sulla vetta del Cervino, ritenuto inviolabile per la sua forma ardita. Da quel drammatico giorno della prima…

Versatile Innsbruck

Versatile Innsbruck

Testo di Eva VallarinINNSBRUCK - Scarponi da montagna o look elegante? Se la destinazione è Innsbruck si dovrà prevedere una valigia più grande per contenere tutto. La capitale delle Alpi è un centro di…

Parco dei Vulci, a casa degli Etruschi

Parco dei Vulci, a casa degli Etruschi

Testo e foto di Sonia Anselmo VULCI - Il sole picchia senza pietà sui resti antichi, sui campi e sulle mucche al pascolo. Fa davvero caldo l'estate a Vulci, antica città etrusca, oggi un parco naturalistico…

Hiroshima, in nome della Pace

Hiroshima, in nome della Pace

Testo di Sonia Anselmo HIROSHIMA - Il tronco bruciacchiato è ancora lì, testimone silenzioso, simbolo doloroso, unico superstite alle follie della guerra. Tutt'intorno ci sono gli alberi fenice, oleandri che crescevano a 1,5 chilometri…

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Ott
11

Mélissa Laveaux - "Camphor and Copper"

Montreal è una delle più intriganti città del mondo. Non è America, e nemmeno Europa. A modo suo però è, nel contempo, America e Europa. Crescere in un luogo così contraddittorio non può che fare bene ad uno spirito creativo. È quello che è capitato a Mélissa Laveaux, passaporto canadese e origini haitiane. Se fosse cresciuta in un’altra città probabilmente avrebbe avuto maggiori difficoltà  a intercambiare, con rara maestria,  francese e inglese, riuscendo ad esprimere sfumature con entrambe le lingue.

Se si pensa che alla ritmica fluidità dell’inglese e all’armonica sofistificatezza  del francese aggiunge la sincopata nonchalance del creolo… il gioco è fatto. Per esporre la sua arte la Laveaux non ha bisogno di una orchestra, e men che meno di effetti speciali. Le basta una chitarra (benedetto il giorno che il padre gliene regalò una d’occasione per il suo tredicesimo compleanno) e la sua voce sensualmente gutturale. Le sue influenze artistiche evidenziano una sorta di bulimia musicale: il folk indipendente canadese (Joni Mitchell, Sarah Harmer), il trip hop britannico (Martina Topley-Bird), la musica alternativa brasiliana (Adriana Calcanhotto, Os Mutantes), le star dell’hip hop e del nu-soul (Erikah Badu, Common, The Roots, The Fugees…), le grandi voci della tradizione afro-americana (Billie Holiday, Nina Simone, Aretha Franklin) e le lontane stelle della World Music (Rokia Traoré, Lhasa…). Tutto rinchiuso in una produzione minimalista, voce e chitarra. Un debutto coraggioso per una ventiquattrenne di cui si sentirà parlare…  www.melissalaveaux.com
No Format/Spingo

A cura di Claudio Agostoni per Radio Popolare

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