Perugia, cioccolato, musica e fantasia

Perugia, cioccolato, musica e fantasia

Testo di Sonia AnselmoPERUGIA - Le scale mobili sembrano immerse in un'epoca romana. Fanno salire su, verso la città alta, milioni di persone e le catapultano in uno dei tanti mondi antichi di Perugia.…

Febbre da tulipano in Olanda

Febbre da tulipano in Olanda

Testo di Sonia AnselmoHAARLEM - Arancio, giallo, rosso, bianco, viola fino a quasi nero. Pluricolore o tinta unita. Slanciato o tarchiato. Doppio o semplice. Quando fiorisce nei campi perfettamente allineati è un tripudio di…

Gatti, passioni giapponesi

Gatti, passioni giapponesi

Testo di Sonia AnselmoTOKYO - Li trovi ovunque. Fuori e dentro i negozi, in ogni forma e colore, di qualsiasi materiale. Il Giappone sembra affetto da una curiosa febbre felina. I gatti sono le…

Strasburgo e la Cattedrale millenaria

Strasburgo e la Cattedrale millenaria

Testo di Gioia Stella Mesano STRASBURGO - Ne ha viste davvero tante passare sotto il suo portale. Artisti e artigiani, inventori e predicatori, saccheggiatori e soldati. Oggetto essa stessa dei danni del tempo e…

La belle époque di Vienna

La belle époque di Vienna

Testo di Sonia AnselmoVIENNA - L'aquila asburgica piega le ali quasi volesse abbracciare non solo il palazzo, ma tutta Vienna. In cima all'ex Ministero della Guerra, domina il lato della Ringstrasse che va dal…

Coober Pedy, cent'anni in sotterranea

Coober Pedy, cent'anni in sotterranea

Testo di Angela RubinoCOOBER PEDY - Cento anni e non li dimostra. Perduta nel deserto, capitale mondiale degli opali, l'eccentrica città mineraria del South Austrialia ha appena iniziato a festeggiare il centenario. Coober Pedy,…

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Ott
11

Mélissa Laveaux - "Camphor and Copper"

Montreal è una delle più intriganti città del mondo. Non è America, e nemmeno Europa. A modo suo però è, nel contempo, America e Europa. Crescere in un luogo così contraddittorio non può che fare bene ad uno spirito creativo. È quello che è capitato a Mélissa Laveaux, passaporto canadese e origini haitiane. Se fosse cresciuta in un’altra città probabilmente avrebbe avuto maggiori difficoltà  a intercambiare, con rara maestria,  francese e inglese, riuscendo ad esprimere sfumature con entrambe le lingue.

Se si pensa che alla ritmica fluidità dell’inglese e all’armonica sofistificatezza  del francese aggiunge la sincopata nonchalance del creolo… il gioco è fatto. Per esporre la sua arte la Laveaux non ha bisogno di una orchestra, e men che meno di effetti speciali. Le basta una chitarra (benedetto il giorno che il padre gliene regalò una d’occasione per il suo tredicesimo compleanno) e la sua voce sensualmente gutturale. Le sue influenze artistiche evidenziano una sorta di bulimia musicale: il folk indipendente canadese (Joni Mitchell, Sarah Harmer), il trip hop britannico (Martina Topley-Bird), la musica alternativa brasiliana (Adriana Calcanhotto, Os Mutantes), le star dell’hip hop e del nu-soul (Erikah Badu, Common, The Roots, The Fugees…), le grandi voci della tradizione afro-americana (Billie Holiday, Nina Simone, Aretha Franklin) e le lontane stelle della World Music (Rokia Traoré, Lhasa…). Tutto rinchiuso in una produzione minimalista, voce e chitarra. Un debutto coraggioso per una ventiquattrenne di cui si sentirà parlare…  www.melissalaveaux.com
No Format/Spingo

A cura di Claudio Agostoni per Radio Popolare