Navigando sul Mincio tra fiori di loto e aironi

Navigando sul Mincio tra fiori di loto e aironi

Testo e foto di Iride ContiGRAZIE - Lo stormo di cormorani si alza leggiadro in volo, librando le ali nere in sintonia sull'acqua. È il segnale che l'inverno si sta avvicinando e che questi uccelli…

Miyajima, l'isola dove convivono uomini e Dei

Miyajima, l'isola dove convivono uomini e Dei

Testo di Sonia AnselmoMIYAJIMA - Gli aceri in fiamme d'autunno la colorano nei toni del rosso e dell'arancione, in primavera sono invece i ciliegi a illuminarla di pastello, bianco e rosa. Il torii immerso…

Il canto delle balene brasiliane

Il canto delle balene brasiliane

Testo di Angela Rubino PRADO - Il canto è come quello delle sirene, ammaliante. Un'eco lontana e ripetuta, mentre l'acqua intorno ribolle sotto il peso e il tuffo nelle profondità. E poi, eccole lì,…

Riegersburg, il castello delle streghe

Riegersburg, il castello delle streghe

Testo di Sonia Anselmo RIEGERSBURG - Da lassù, domina tutta la valle lussureggiante, tinta dai colori dell'autunno. Alle sue spalle, il sole sembra giocare con le poche nuvole, dando spruzzi di rosa, di una…

Palloncini sull'ex Muro

Palloncini sull'ex Muro

Testo di Sonia Anselmo BERLINO - Era una notte grigia, con la pioggia pronta a scendere, fredda. La gente non credeva alle sue orecchie, molti andarono a controllare e si trovarono davanti le guardie…

Atacama, il deserto delle meraviglie

Atacama, il deserto delle meraviglie

Testo e foto di Sonia AnselmoSAN PEDRO DE ATACAMA - Il fenicottero incede maestoso, specchiandosi nelle limpide acque, insieme alle rocce rosate e ai cumuli bianchi di sale solidificato. Sembra uno strano effetto ottico,…

Frontpage Slideshow | Copyright © 2006-2011 JoomlaWorks Ltd.
Stampa
Ott
11

Mélissa Laveaux - "Camphor and Copper"

Montreal è una delle più intriganti città del mondo. Non è America, e nemmeno Europa. A modo suo però è, nel contempo, America e Europa. Crescere in un luogo così contraddittorio non può che fare bene ad uno spirito creativo. È quello che è capitato a Mélissa Laveaux, passaporto canadese e origini haitiane. Se fosse cresciuta in un’altra città probabilmente avrebbe avuto maggiori difficoltà  a intercambiare, con rara maestria,  francese e inglese, riuscendo ad esprimere sfumature con entrambe le lingue.

Se si pensa che alla ritmica fluidità dell’inglese e all’armonica sofistificatezza  del francese aggiunge la sincopata nonchalance del creolo… il gioco è fatto. Per esporre la sua arte la Laveaux non ha bisogno di una orchestra, e men che meno di effetti speciali. Le basta una chitarra (benedetto il giorno che il padre gliene regalò una d’occasione per il suo tredicesimo compleanno) e la sua voce sensualmente gutturale. Le sue influenze artistiche evidenziano una sorta di bulimia musicale: il folk indipendente canadese (Joni Mitchell, Sarah Harmer), il trip hop britannico (Martina Topley-Bird), la musica alternativa brasiliana (Adriana Calcanhotto, Os Mutantes), le star dell’hip hop e del nu-soul (Erikah Badu, Common, The Roots, The Fugees…), le grandi voci della tradizione afro-americana (Billie Holiday, Nina Simone, Aretha Franklin) e le lontane stelle della World Music (Rokia Traoré, Lhasa…). Tutto rinchiuso in una produzione minimalista, voce e chitarra. Un debutto coraggioso per una ventiquattrenne di cui si sentirà parlare…  www.melissalaveaux.com
No Format/Spingo

A cura di Claudio Agostoni per Radio Popolare