Atmosfera da fiaba a Giant's Causeway

Atmosfera da fiaba a Giant's Causeway

Testo di Sonia AnselmoBUSHMILLS- Dorate, dai riflessi caldi e preziosi. Le antiche rocce appaiono così, sotto la luce del sole primaverile al tramonto. Un'atmosfera quasi fiabesca per uno di posti del mondo più leggendari,…

Amore e grattacieli ai tempi dell'Expo

Amore e grattacieli ai tempi dell'Expo

Testo di Gioia Stella MesanoMILANO - Un viaggio tra i grattacieli. Sono quelli di tre differenti città, molto diverse tra loro, unite dal fatto di essere metropoli in espansione e da essere protagoniste negli…

La vivace tranquillità di Copenhagen in rosa

La vivace tranquillità di Copenhagen in rosa

Testo di Maria Luisa Bruschetini COPENHAGEN -  E' la città del weekend, in cui tornare ogni volta che si abbia il desiderio di camminare per le strade vivaci,…

Jerez, cavalli, flamenco e motori

Jerez, cavalli, flamenco e motori

Testo di Angela Rubino JEREZ - Cavalli, flamenco, vino e motori. Jerez de la Frontera conserva tutte le antiche tradizioni tipiche dell'Andalusia ma è anche conosciuta ovunque per i Gran Premi di Motociclismo. Anzi,…

Dusseldorf, la giapponese

Dusseldorf, la giapponese

Testo di Gioia Stella Mesano DÜSSELDORF  - Danze cerimoniali, kimono, ombrellini di carta, sushi e sashimi, manga, ikebana. E tantissimi fuochi d'artificio. Tutte le meraviglie culturali e tradizionali del Giappone prendono vita a Düsseldorf…

Subiaco, culla della stampa

Subiaco, culla della stampa

Testo di Sonia AnselmoSUBIACO - L'acqua gorgoglia insistentemente, creando un mormorio di fondo a spezzare il silenzio. L'Aniene scorre ripido tra le gole delle montagne e la cittadina, passa sotto il ponte medievale, sembra…

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Ott
11

Mélissa Laveaux - "Camphor and Copper"

Montreal è una delle più intriganti città del mondo. Non è America, e nemmeno Europa. A modo suo però è, nel contempo, America e Europa. Crescere in un luogo così contraddittorio non può che fare bene ad uno spirito creativo. È quello che è capitato a Mélissa Laveaux, passaporto canadese e origini haitiane. Se fosse cresciuta in un’altra città probabilmente avrebbe avuto maggiori difficoltà  a intercambiare, con rara maestria,  francese e inglese, riuscendo ad esprimere sfumature con entrambe le lingue.

Se si pensa che alla ritmica fluidità dell’inglese e all’armonica sofistificatezza  del francese aggiunge la sincopata nonchalance del creolo… il gioco è fatto. Per esporre la sua arte la Laveaux non ha bisogno di una orchestra, e men che meno di effetti speciali. Le basta una chitarra (benedetto il giorno che il padre gliene regalò una d’occasione per il suo tredicesimo compleanno) e la sua voce sensualmente gutturale. Le sue influenze artistiche evidenziano una sorta di bulimia musicale: il folk indipendente canadese (Joni Mitchell, Sarah Harmer), il trip hop britannico (Martina Topley-Bird), la musica alternativa brasiliana (Adriana Calcanhotto, Os Mutantes), le star dell’hip hop e del nu-soul (Erikah Badu, Common, The Roots, The Fugees…), le grandi voci della tradizione afro-americana (Billie Holiday, Nina Simone, Aretha Franklin) e le lontane stelle della World Music (Rokia Traoré, Lhasa…). Tutto rinchiuso in una produzione minimalista, voce e chitarra. Un debutto coraggioso per una ventiquattrenne di cui si sentirà parlare…  www.melissalaveaux.com
No Format/Spingo

A cura di Claudio Agostoni per Radio Popolare