In Cammino con Annibale

In Cammino con Annibale

Testo di Sonia AnselmoTUORO SUL TRASIMENO - I girasoli tingono di giallo i campi, piegando la gigantesca corolla al sole che tramonta sul lago. Trasmettono una sensazione di pace, eppure qui si combattè una delle…

Bremerhaven, città d'oltre mare e di oltre terra

Bremerhaven, città d'oltre mare e di oltre terra

Testo di Maria Luisa Bruschetini BREMERHAVEN - Bremerhaven potrebbe essere Despina di Italo Calvino, che un luogo per salpare e una sella che proseguire verso la terra. Chi arriva dalla terra “sa che…

Chiang Mai tra templi e shopping

Chiang Mai tra templi e shopping

Testo e foto di Sonia Anselmo CHIANG MAI - Ha qualcosa di speciale, Chiang Mai. Sarà perchè appare sospesa tra radioso e antico passato e presente fatto di tradizioni rispettate, tra misticismo con i…

Il grande cuore dei villaggi del nord della Thailandia

Il grande cuore dei villaggi del nord della Thailandia

Testo e foto di Sonia Anselmo MAE KAMPONG - L'acqua scende dalla cascata e fa un rumore lieve che rimane in sottofondo giorno e notte, qualsiasi cosa si faccia.  Sembra una dolce cantilena,…

Il Wat Arun e la Bangkok del fiume

Il Wat Arun e la Bangkok del fiume

Testo e foto di Sonia Anselmo BANGKOK - Attraccando con la barca al piccolo molo sul fiume Chao Phraya, si viene subito dominati dalla sua impotenza. Sarà anche uno dei simboli di Bangkok, con…

Spoltore, cultura, festival e birra

Spoltore, cultura, festival e birra

Testo di Angela Rubino SPOLTORE - Un palcoscenico medievale tra la collina e il mare. Spoltore, borgo incantato alle spalle di Pescara, sembra proprio stato ideato come luogo per manifestazioni artistiche. Non a caso,…

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Ott
11

Mélissa Laveaux - "Camphor and Copper"

Montreal è una delle più intriganti città del mondo. Non è America, e nemmeno Europa. A modo suo però è, nel contempo, America e Europa. Crescere in un luogo così contraddittorio non può che fare bene ad uno spirito creativo. È quello che è capitato a Mélissa Laveaux, passaporto canadese e origini haitiane. Se fosse cresciuta in un’altra città probabilmente avrebbe avuto maggiori difficoltà  a intercambiare, con rara maestria,  francese e inglese, riuscendo ad esprimere sfumature con entrambe le lingue.

Se si pensa che alla ritmica fluidità dell’inglese e all’armonica sofistificatezza  del francese aggiunge la sincopata nonchalance del creolo… il gioco è fatto. Per esporre la sua arte la Laveaux non ha bisogno di una orchestra, e men che meno di effetti speciali. Le basta una chitarra (benedetto il giorno che il padre gliene regalò una d’occasione per il suo tredicesimo compleanno) e la sua voce sensualmente gutturale. Le sue influenze artistiche evidenziano una sorta di bulimia musicale: il folk indipendente canadese (Joni Mitchell, Sarah Harmer), il trip hop britannico (Martina Topley-Bird), la musica alternativa brasiliana (Adriana Calcanhotto, Os Mutantes), le star dell’hip hop e del nu-soul (Erikah Badu, Common, The Roots, The Fugees…), le grandi voci della tradizione afro-americana (Billie Holiday, Nina Simone, Aretha Franklin) e le lontane stelle della World Music (Rokia Traoré, Lhasa…). Tutto rinchiuso in una produzione minimalista, voce e chitarra. Un debutto coraggioso per una ventiquattrenne di cui si sentirà parlare…  www.melissalaveaux.com
No Format/Spingo

A cura di Claudio Agostoni per Radio Popolare