La terra che non c'era di Husum e dintorni

La terra che non c'era di Husum e dintorni

Testo e foto di Maria Luisa Bruschetini HUSUM - Scoprire il Mare del Nord e le sue terre transitorie di vento, mare e ingegno umano. Il vento che muoveva le pale dei mulini che…

Bremerhaven, città d'oltre mare e di oltre terra

Bremerhaven, città d'oltre mare e di oltre terra

Testo di Maria Luisa Bruschetini BREMERHAVEN - Bremerhaven potrebbe essere Despina di Italo Calvino, che un luogo per salpare e una sella che proseguire verso la terra. Chi arriva dalla terra “sa che…

Liverpool consacrata ai Beatles

Liverpool consacrata ai Beatles

Testo e foto di Claudia Di MeoLIVERPOOL - Situata nella Metropolitan County dell’Inghilterra. Chiusa nell’estuario della Mersey. Sfiorata dal Mare d’Irlanda e con un occhio rivolto al confine con il Galles. Per molti, anzi…

Amburgo, dove la bussola balla

Amburgo, dove la bussola balla

Testo e foto di Maria Luisa BruschetiniAMBURGO - Amburgo, città di porto fluviale da dove partono navi per le rotte oceaniche, l’Elba non è esattamente un torrente, è un mare di storie. Questa…

Conquistatori, santi e artisti a Spoleto

Conquistatori, santi e artisti a Spoleto

Testo e foto di Sonia AnselmoSPOLETO - Storia, cultura, architettura, gastronomia. I tanti aspetti di Spoleto, nel cuore dell'Umbria, antica e suggestiva, legata alla memoria collettiva per molti eventi, dalle rassegne d'arte varia,…

Saint Maurice e il tesoro millenario

Saint Maurice e il tesoro millenario

Testo di Gioia Stella MesanoSAINT MAURICE - Oro, argento, rubini e altre pietre brillano dai manufatti antichi. Piccoli e grandi capolavori dall'arte orafa, preziosi testimoni della Storia che hanno attraversato i secoli da osservatori…

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Ott
11

Mélissa Laveaux - "Camphor and Copper"

Montreal è una delle più intriganti città del mondo. Non è America, e nemmeno Europa. A modo suo però è, nel contempo, America e Europa. Crescere in un luogo così contraddittorio non può che fare bene ad uno spirito creativo. È quello che è capitato a Mélissa Laveaux, passaporto canadese e origini haitiane. Se fosse cresciuta in un’altra città probabilmente avrebbe avuto maggiori difficoltà  a intercambiare, con rara maestria,  francese e inglese, riuscendo ad esprimere sfumature con entrambe le lingue.

Se si pensa che alla ritmica fluidità dell’inglese e all’armonica sofistificatezza  del francese aggiunge la sincopata nonchalance del creolo… il gioco è fatto. Per esporre la sua arte la Laveaux non ha bisogno di una orchestra, e men che meno di effetti speciali. Le basta una chitarra (benedetto il giorno che il padre gliene regalò una d’occasione per il suo tredicesimo compleanno) e la sua voce sensualmente gutturale. Le sue influenze artistiche evidenziano una sorta di bulimia musicale: il folk indipendente canadese (Joni Mitchell, Sarah Harmer), il trip hop britannico (Martina Topley-Bird), la musica alternativa brasiliana (Adriana Calcanhotto, Os Mutantes), le star dell’hip hop e del nu-soul (Erikah Badu, Common, The Roots, The Fugees…), le grandi voci della tradizione afro-americana (Billie Holiday, Nina Simone, Aretha Franklin) e le lontane stelle della World Music (Rokia Traoré, Lhasa…). Tutto rinchiuso in una produzione minimalista, voce e chitarra. Un debutto coraggioso per una ventiquattrenne di cui si sentirà parlare…  www.melissalaveaux.com
No Format/Spingo

A cura di Claudio Agostoni per Radio Popolare