Si accendono le luci su Mons

Si accendono le luci su Mons

Testo di Angela RubinoMONS - La scimmietta di ghisa che sorveglia l'Hotel de Ville sembra attendere i milioni di visitatori che arriverranno qui durante quest'anno particolare. Secondo un'antica leggenda, bisogna accarezzare il capo con…

Alla corte del Signore di Sipan

Alla corte del Signore di Sipan

Testo di Iride ContiSIPÀN - L'oro è quasi accecante per la brillantezza e la quantità. L'argento inserisce rifiniture e piccoli dettagli. I turchesi danno un tocco di colore. Pietre dure e minerali preziosi in…

Vienna a suon di musica

Vienna a suon di musica

Testo di Sonia AnselmoVIENNA - L'atmosfera mittleuropea si respira subito, appena arrivati, insieme ad una musica di sottofondo, il valzer di Strauss. Vienna è una città suggestiva, elegante e regale, quasi ci fossero i…

Varese, tra lago e cinema

Varese, tra lago e cinema

Testo e foto di Maurizio BarbatoVARESE - Esiste un percorso ideale che si snoda attraverso la provincia di Varese, partendo dal capoluogo e sino ad arrivare al lago Maggiore. Se Gavirate, Gemonio e Laveno,…

Pilsen brinda alla cultura

Pilsen brinda alla cultura

Testo di Angela Rubino PILSEN - Non solo birra. D'ora in poi per visitare Pilsen ci sarà un altro motivo, oltre alla bionda spumeggiante. Per i2015 è stata eletta Capitale Europea della Cultura, insieme…

La birra e Monaco, un matrimonio d'amore

La birra e Monaco, un matrimonio d'amore

Testo di Sonia AnselmoMONACO - Un binomio indissolubile, un matrimonio di gusti, cultura e tradizione: Monaco e la sua birra. Un'accoppiata vincente che porta innumerevoli visitatori e golosi nella città bavarese alla scoperta della bevanda e…

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Ott
11

Mélissa Laveaux - "Camphor and Copper"

Montreal è una delle più intriganti città del mondo. Non è America, e nemmeno Europa. A modo suo però è, nel contempo, America e Europa. Crescere in un luogo così contraddittorio non può che fare bene ad uno spirito creativo. È quello che è capitato a Mélissa Laveaux, passaporto canadese e origini haitiane. Se fosse cresciuta in un’altra città probabilmente avrebbe avuto maggiori difficoltà  a intercambiare, con rara maestria,  francese e inglese, riuscendo ad esprimere sfumature con entrambe le lingue.

Se si pensa che alla ritmica fluidità dell’inglese e all’armonica sofistificatezza  del francese aggiunge la sincopata nonchalance del creolo… il gioco è fatto. Per esporre la sua arte la Laveaux non ha bisogno di una orchestra, e men che meno di effetti speciali. Le basta una chitarra (benedetto il giorno che il padre gliene regalò una d’occasione per il suo tredicesimo compleanno) e la sua voce sensualmente gutturale. Le sue influenze artistiche evidenziano una sorta di bulimia musicale: il folk indipendente canadese (Joni Mitchell, Sarah Harmer), il trip hop britannico (Martina Topley-Bird), la musica alternativa brasiliana (Adriana Calcanhotto, Os Mutantes), le star dell’hip hop e del nu-soul (Erikah Badu, Common, The Roots, The Fugees…), le grandi voci della tradizione afro-americana (Billie Holiday, Nina Simone, Aretha Franklin) e le lontane stelle della World Music (Rokia Traoré, Lhasa…). Tutto rinchiuso in una produzione minimalista, voce e chitarra. Un debutto coraggioso per una ventiquattrenne di cui si sentirà parlare…  www.melissalaveaux.com
No Format/Spingo

A cura di Claudio Agostoni per Radio Popolare