Vino, cibo e sci  in Alta Badia

Vino, cibo e sci in Alta Badia

Testo di Angela Rubino CORVARA - In alto i calici sulla neve. Sci ed enogastronomia. Un matrimonio alquanto particolare, ma che si incastra perfettamente tra le tante offerte dalla Alta Badia. Soprattutto le ultime sciate della…

Thailandia, terra della frutta

Thailandia, terra della frutta

Testo e foto di Sonia Anselmo BANGKOK - È la terra del sorriso e dell'accoglienza. Tante bellezze fanno innamorare subito della Thailandia: la natura, i templi antichi, i ritmi vertiginosi di Bangkok, l'atmosfera mistica di Chiang…

Quel pazzo pazzo Carnevale di Lucerna

Quel pazzo pazzo Carnevale di Lucerna

Testo di Gioia Stella Mesano LUCERNA - Allegria, colore, musica. Il Carnevale di Lucerna, una delle città svizzere più vivaci, porta in scena rituali antichi, la consueta lotta all'inverno e al buio, in un panorama quasi…

Irlanda del Nord gourmet per un anno

Irlanda del Nord gourmet per un anno

Testo di Sonia AnselmoBELFAST - L'isola di smeraldo, i pascoli verdissimi con miliaia di pecore, i folletti, la tradizione, i grandi artisti e scrittori, il cielo mutevole, le scogliere, la musica e ovviamente la birra. Quando…

A piedi sulla Romea

A piedi sulla Romea

Testo di Maria Luisa Bruschetini ROMA - Il Ministero della Cultura e Turismo ha dichiarato il 2016 “l'anno dei cammini” che unito al Giubileo della Misericordia  riporta l’attenzione a questo mondo di raggiungere Roma. Ai…

Effetti speciali e fantasia a Praga

Effetti speciali e fantasia a Praga

Testo e foto di Sonia Anselmo PRAGA - Dinosauri, stravaganti creature marine, marziani, macchine volanti. La fantasia sembra essere il comune denominatore di un curioso museo di Praga, il Museum of Karel Zeman. Il regista ceco,…

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Ott
11

Mélissa Laveaux - "Camphor and Copper"

Montreal è una delle più intriganti città del mondo. Non è America, e nemmeno Europa. A modo suo però è, nel contempo, America e Europa. Crescere in un luogo così contraddittorio non può che fare bene ad uno spirito creativo. È quello che è capitato a Mélissa Laveaux, passaporto canadese e origini haitiane. Se fosse cresciuta in un’altra città probabilmente avrebbe avuto maggiori difficoltà  a intercambiare, con rara maestria,  francese e inglese, riuscendo ad esprimere sfumature con entrambe le lingue.

Se si pensa che alla ritmica fluidità dell’inglese e all’armonica sofistificatezza  del francese aggiunge la sincopata nonchalance del creolo… il gioco è fatto. Per esporre la sua arte la Laveaux non ha bisogno di una orchestra, e men che meno di effetti speciali. Le basta una chitarra (benedetto il giorno che il padre gliene regalò una d’occasione per il suo tredicesimo compleanno) e la sua voce sensualmente gutturale. Le sue influenze artistiche evidenziano una sorta di bulimia musicale: il folk indipendente canadese (Joni Mitchell, Sarah Harmer), il trip hop britannico (Martina Topley-Bird), la musica alternativa brasiliana (Adriana Calcanhotto, Os Mutantes), le star dell’hip hop e del nu-soul (Erikah Badu, Common, The Roots, The Fugees…), le grandi voci della tradizione afro-americana (Billie Holiday, Nina Simone, Aretha Franklin) e le lontane stelle della World Music (Rokia Traoré, Lhasa…). Tutto rinchiuso in una produzione minimalista, voce e chitarra. Un debutto coraggioso per una ventiquattrenne di cui si sentirà parlare…  www.melissalaveaux.com
No Format/Spingo

A cura di Claudio Agostoni per Radio Popolare

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