Tromso si accende di verde con l'aurora boreale

Tromso si accende di verde con l'aurora boreale

Testo di Gioia Stella Mesano TROMSØ - Flash accecanti un verde psichedelico, tre scrisce in mezzo al cielo, una cortina fumosa che avvolge ogni cosa. Così la notte nordica si illumina all'improvviso. Ogni apparizione…

Vallese, gourmet ad alta quota

Vallese, gourmet ad alta quota

Testo di Sonia AnselmoMARTIGNY - Formaggi, albicocche, vini e liquori. Quest'angolo di Svizzera così fertile è il paradiso dei buongustai ad alta quota. Non solo Cervino, giacchiai e terme. Il Vallese è tutto da…

Il gioioso Natale di Monaco

Il gioioso Natale di Monaco

Testo di Sonia AnselmoMONACO - San Nicola si aggira tra la folla dello shopping nella pedonale Kaufingerstrasse. Si fa largo trascinando una slitta carica di mele e altri frutti, ogni tanto si ferma per…

Degustando i Castelli del Ducato di Parma

Degustando i Castelli del Ducato di Parma

Testo e foto di Maria Luisa BruschetiniSALA BAGANZA - Dall’Appennino tosco-emiliano sulla terra si stende reticolato di strade storie che si incrociano  per formare castelli e corti, come intarsi pregiati che arricchiscono il…

Natale di tradizioni in Baviera

Natale di tradizioni in Baviera

Testo di Sonia AnselmoKEMPTEN - La neve non è ancora arrivata in Baviera. Giù nelle valli, la nebbia sembra avvolgere ogni cosa, mentre i cavalli tirano la carrozza nei boschi intorno a Bad Hindelang,…

Copenhagen in festa per Capodanno

Copenhagen in festa per Capodanno

Testo di Iride Conti COPENHAGEN - Veglioni classici, feste ed eventi fantastici. Copenhagen si accende di mille luci per il Capodanno, tra divertimento e tradizioni. Per la notte di San Silvestro la capitale danese ha in serbo…

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Ott
11

Mélissa Laveaux - "Camphor and Copper"

Montreal è una delle più intriganti città del mondo. Non è America, e nemmeno Europa. A modo suo però è, nel contempo, America e Europa. Crescere in un luogo così contraddittorio non può che fare bene ad uno spirito creativo. È quello che è capitato a Mélissa Laveaux, passaporto canadese e origini haitiane. Se fosse cresciuta in un’altra città probabilmente avrebbe avuto maggiori difficoltà  a intercambiare, con rara maestria,  francese e inglese, riuscendo ad esprimere sfumature con entrambe le lingue.

Se si pensa che alla ritmica fluidità dell’inglese e all’armonica sofistificatezza  del francese aggiunge la sincopata nonchalance del creolo… il gioco è fatto. Per esporre la sua arte la Laveaux non ha bisogno di una orchestra, e men che meno di effetti speciali. Le basta una chitarra (benedetto il giorno che il padre gliene regalò una d’occasione per il suo tredicesimo compleanno) e la sua voce sensualmente gutturale. Le sue influenze artistiche evidenziano una sorta di bulimia musicale: il folk indipendente canadese (Joni Mitchell, Sarah Harmer), il trip hop britannico (Martina Topley-Bird), la musica alternativa brasiliana (Adriana Calcanhotto, Os Mutantes), le star dell’hip hop e del nu-soul (Erikah Badu, Common, The Roots, The Fugees…), le grandi voci della tradizione afro-americana (Billie Holiday, Nina Simone, Aretha Franklin) e le lontane stelle della World Music (Rokia Traoré, Lhasa…). Tutto rinchiuso in una produzione minimalista, voce e chitarra. Un debutto coraggioso per una ventiquattrenne di cui si sentirà parlare…  www.melissalaveaux.com
No Format/Spingo

A cura di Claudio Agostoni per Radio Popolare