Navigando sul Mincio tra fiori di loto e aironi

Navigando sul Mincio tra fiori di loto e aironi

Testo e foto di Iride ContiGRAZIE - Lo stormo di cormorani si alza leggiadro in volo, librando le ali nere in sintonia sull'acqua. È il segnale che l'inverno si sta avvicinando e che questi uccelli…

Miyajima, l'isola dove convivono uomini e Dei

Miyajima, l'isola dove convivono uomini e Dei

Testo di Sonia AnselmoMIYAJIMA - Gli aceri in fiamme d'autunno la colorano nei toni del rosso e dell'arancione, in primavera sono invece i ciliegi a illuminarla di pastello, bianco e rosa. Il torii immerso…

Il canto delle balene brasiliane

Il canto delle balene brasiliane

Testo di Angela Rubino PRADO - Il canto è come quello delle sirene, ammaliante. Un'eco lontana e ripetuta, mentre l'acqua intorno ribolle sotto il peso e il tuffo nelle profondità. E poi, eccole lì,…

Le mille luci di Torun

Le mille luci di Torun

Testo di Harry Di PriscoTORUN - A nord di Varsavia, la cittadina polacca di Torun è suggestiva da ammirare al tramonto, entrando dalle porte medievali, attraverso un belvedere, che si apre al di…

Palloncini sull'ex Muro

Palloncini sull'ex Muro

Testo di Sonia Anselmo BERLINO - Era una notte grigia, con la pioggia pronta a scendere, fredda. La gente non credeva alle sue orecchie, molti andarono a controllare e si trovarono davanti le guardie…

Atacama, il deserto delle meraviglie

Atacama, il deserto delle meraviglie

Testo e foto di Sonia AnselmoSAN PEDRO DE ATACAMA - Il fenicottero incede maestoso, specchiandosi nelle limpide acque, insieme alle rocce rosate e ai cumuli bianchi di sale solidificato. Sembra uno strano effetto ottico,…

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Ott
11

Mélissa Laveaux - "Camphor and Copper"

Montreal è una delle più intriganti città del mondo. Non è America, e nemmeno Europa. A modo suo però è, nel contempo, America e Europa. Crescere in un luogo così contraddittorio non può che fare bene ad uno spirito creativo. È quello che è capitato a Mélissa Laveaux, passaporto canadese e origini haitiane. Se fosse cresciuta in un’altra città probabilmente avrebbe avuto maggiori difficoltà  a intercambiare, con rara maestria,  francese e inglese, riuscendo ad esprimere sfumature con entrambe le lingue.

Se si pensa che alla ritmica fluidità dell’inglese e all’armonica sofistificatezza  del francese aggiunge la sincopata nonchalance del creolo… il gioco è fatto. Per esporre la sua arte la Laveaux non ha bisogno di una orchestra, e men che meno di effetti speciali. Le basta una chitarra (benedetto il giorno che il padre gliene regalò una d’occasione per il suo tredicesimo compleanno) e la sua voce sensualmente gutturale. Le sue influenze artistiche evidenziano una sorta di bulimia musicale: il folk indipendente canadese (Joni Mitchell, Sarah Harmer), il trip hop britannico (Martina Topley-Bird), la musica alternativa brasiliana (Adriana Calcanhotto, Os Mutantes), le star dell’hip hop e del nu-soul (Erikah Badu, Common, The Roots, The Fugees…), le grandi voci della tradizione afro-americana (Billie Holiday, Nina Simone, Aretha Franklin) e le lontane stelle della World Music (Rokia Traoré, Lhasa…). Tutto rinchiuso in una produzione minimalista, voce e chitarra. Un debutto coraggioso per una ventiquattrenne di cui si sentirà parlare…  www.melissalaveaux.com
No Format/Spingo

A cura di Claudio Agostoni per Radio Popolare