Scale d'oro e spiagge rosa nell'ovest di Creta

Scale d'oro e spiagge rosa nell'ovest di Creta

Testo e foto di Sonia Anselmo CHANIA - La scala sembra finire direttamente in cielo e quasi quasi ci si aspetta di sentire "Stairway to Heaven" dei Led Zeppelin  in sottofondo. Chissà se…

Belfast, città di emozioni

Belfast, città di emozioni

Testo di Sonia Anselmo BELFAST - L'emozione scorre come un brivido nella stanza completamente buia rischiarata solo dalle parole tradotte dal codice Morse. O nell'osservare i visi e la vita di chi in quei…

Rethimnon e dintorni, dove crebbe Zeus

Rethimnon e dintorni, dove crebbe Zeus

Testo e foto di Sonia Anselmo RETHYMNON - I gatti dormono beati nella frescura del porticato, sembrano fare da guardiani al monastero di Arkadi. C'è un'aria di assoluta rilassatezza e spiritualità in questo angolo…

Al castello di Rivau i cavalli del Re

Al castello di Rivau i cavalli del Re

Testo di Sonia Anselmo CHINON - Sembra un castello da fiaba e un po' lo è, con il grande parco arricchito di statue e fiori, con le stanze dove l'arte contemporanea gioca con la…

La Svizzera al meglio con il Grand Tour

La Svizzera al meglio con il Grand Tour

Testo di Gioia Stella Mesano LUCERNA- Laghi, vette, sentieri, luoghi culturali, città e villaggi: tutto il meglio della Svizzera in un unico itinerario. Il Grand Tour of Switzerland è il nuovo percorso per scoprire…

Loira: vini, formaggi e castelli

Loira: vini, formaggi e castelli

Testo di Sonia AnselmoTOURS - Appagamento e abbandono al piacere: sembrano le parole d'ordine per la Valle della Loira. Non solo in senso visivo con la campi fioriti del giallo della colza, il verde…

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Ott
11

Mélissa Laveaux - "Camphor and Copper"

Montreal è una delle più intriganti città del mondo. Non è America, e nemmeno Europa. A modo suo però è, nel contempo, America e Europa. Crescere in un luogo così contraddittorio non può che fare bene ad uno spirito creativo. È quello che è capitato a Mélissa Laveaux, passaporto canadese e origini haitiane. Se fosse cresciuta in un’altra città probabilmente avrebbe avuto maggiori difficoltà  a intercambiare, con rara maestria,  francese e inglese, riuscendo ad esprimere sfumature con entrambe le lingue.

Se si pensa che alla ritmica fluidità dell’inglese e all’armonica sofistificatezza  del francese aggiunge la sincopata nonchalance del creolo… il gioco è fatto. Per esporre la sua arte la Laveaux non ha bisogno di una orchestra, e men che meno di effetti speciali. Le basta una chitarra (benedetto il giorno che il padre gliene regalò una d’occasione per il suo tredicesimo compleanno) e la sua voce sensualmente gutturale. Le sue influenze artistiche evidenziano una sorta di bulimia musicale: il folk indipendente canadese (Joni Mitchell, Sarah Harmer), il trip hop britannico (Martina Topley-Bird), la musica alternativa brasiliana (Adriana Calcanhotto, Os Mutantes), le star dell’hip hop e del nu-soul (Erikah Badu, Common, The Roots, The Fugees…), le grandi voci della tradizione afro-americana (Billie Holiday, Nina Simone, Aretha Franklin) e le lontane stelle della World Music (Rokia Traoré, Lhasa…). Tutto rinchiuso in una produzione minimalista, voce e chitarra. Un debutto coraggioso per una ventiquattrenne di cui si sentirà parlare…  www.melissalaveaux.com
No Format/Spingo

A cura di Claudio Agostoni per Radio Popolare