Suggestioni della Corsica tra mare e monti

Suggestioni della Corsica tra mare e monti

Testo e foto di Sonia Anselmo BASTIA - Un panorama di contrasti: il mare luccica blu, la vegetazione rigogliosa riempie lo sguardo di verde, i borghi sulla litoranea e quelli sulle montagne risplendono…

Nell'azzurro di Saint Florent

Nell'azzurro di Saint Florent

Testo e foto di Sonia Anselmo SAINT FLORENT - La barca sembra volare leggera sull'acqua calma. La tentazione più grande è quella di tuffarsi subito nelle profondità azzurre del mare. I colori sono…

Calvi tra shopping e mare

Calvi tra shopping e mare

Testo e foto di Sonia Anselmo CALVI - La luce rosata del crepuscolo avvolge il porto in un'atmosfera quasi fiabesca. Gli yacht e i pescherecchi ancorati, la montagna sullo sfondo e la cittadella in…

Lungo la strada degli Artigiani in Corsica

Lungo la strada degli Artigiani in Corsica

Testo e foto di Sonia Anselmo CALVI - Ceramica, vetro o strumenti musicali? Dolci o vino? Se è impossibile una scelta, perchè non provarli tutti? Con la Strada degli Artigiani si può, oltre…

Bruxelles e le begonie in piazza

Bruxelles e le begonie in piazza

Testo Angela Rubino BRUXELLES - Colori e profumi per un kilim unico al mondo in una piazza altrettanto speciale. Un tappeto di fiori, in particolare di begonie, si stende sulla Grand Place di Bruxelles…

Bastia tra Santi e marinai

Bastia tra Santi e marinai

Testo e foto di Sonia Anselmo BASTIA - Napoleone, in versione imperatore romano, ha lo sguardo perso all'orizzonte, verso l'isola d'Elba, mentre Place Saint-Nicolas sotto di lui si riempe di gente, suoni e…

Frontpage Slideshow | Copyright © 2006-2011 JoomlaWorks Ltd.
Stampa
Ott
11

Mélissa Laveaux - "Camphor and Copper"

Montreal è una delle più intriganti città del mondo. Non è America, e nemmeno Europa. A modo suo però è, nel contempo, America e Europa. Crescere in un luogo così contraddittorio non può che fare bene ad uno spirito creativo. È quello che è capitato a Mélissa Laveaux, passaporto canadese e origini haitiane. Se fosse cresciuta in un’altra città probabilmente avrebbe avuto maggiori difficoltà  a intercambiare, con rara maestria,  francese e inglese, riuscendo ad esprimere sfumature con entrambe le lingue.

Se si pensa che alla ritmica fluidità dell’inglese e all’armonica sofistificatezza  del francese aggiunge la sincopata nonchalance del creolo… il gioco è fatto. Per esporre la sua arte la Laveaux non ha bisogno di una orchestra, e men che meno di effetti speciali. Le basta una chitarra (benedetto il giorno che il padre gliene regalò una d’occasione per il suo tredicesimo compleanno) e la sua voce sensualmente gutturale. Le sue influenze artistiche evidenziano una sorta di bulimia musicale: il folk indipendente canadese (Joni Mitchell, Sarah Harmer), il trip hop britannico (Martina Topley-Bird), la musica alternativa brasiliana (Adriana Calcanhotto, Os Mutantes), le star dell’hip hop e del nu-soul (Erikah Badu, Common, The Roots, The Fugees…), le grandi voci della tradizione afro-americana (Billie Holiday, Nina Simone, Aretha Franklin) e le lontane stelle della World Music (Rokia Traoré, Lhasa…). Tutto rinchiuso in una produzione minimalista, voce e chitarra. Un debutto coraggioso per una ventiquattrenne di cui si sentirà parlare…  www.melissalaveaux.com
No Format/Spingo

A cura di Claudio Agostoni per Radio Popolare