Baccalà in insalata, provatelo con i fiori
A cura di Filippo Artioli, chef di La Trattoria di Oscar a Bevagna (Pg) Manuel Vázquez Montalbán lo definisce "un'eccellente mummia resuscitata". Verissimo! Prima di tutto forse non tutti sanno che vi è una bella differenza tra baccalà e stoccafisso. Anche se nel gergo comune in alcune parti d'Italia parlando di stocco si intende il baccalà e viceversa, vi ricordo che il baccalà è un filetto di merluzzo (viene anche chiamato il maiale del mare, in quanto non si butta niente) dei mari del nord Europa o Atlantico settentrionale, come le acque intorno all'Islanda. Che viene pulito appena pescato e coperto di sale immediatamente. Lo stoccafisso invece si essicca intero al vento e solo la testa viene asportata. L'essiccatura all'aperto fa sì che il pesce diventi duro come un bastone. Infatti la stessa parola stoccafisso deriva dal tedesco stockfisch probabilmente proprio perchè doveva essere stoccato e trasportato altrove per lungo tempo. Ma su questo argomento torneremo alla fine dell'estate.
Piccione che passione
A cura di Filippo Artioli, chef di La Trattoria di Oscar a Bevagna (Pg) Probabilmente è il mio piatto preferito, ne sono così attratto che lo mangerei continuamente. Grande è però la diatriba: piccione ben cotto o al sangue? Personalmente lo preferisco al sangue, ma lo gusterei comunque anche ben cotto. Qui in Umbria solitamente si cucina come arrosto in casseruola, farcito con una sorta di buon polpettone, oppure alla diavola: aperto sulle braci di vite, ginepro e ulivo. Ma prima di andare avanti voglio integrare con pochissime info rubate all'amico Cesare Castellini, della Facoltà di Agraria dell'Università di Perugia. "L’area di origine dell’allevamento è l’Emilia-Romagna, dove ha avuto origine la maggior parte delle razze italiane da carne quali Sottobanca, Romagnolo e Piacentina. A queste si aggiunge il Romano che può essere considerato il gigante della specie (adulti kg 1,2-1,3) e il Mondano francese che è servito alla formazione dell'attuale Texano. La moderna colombicoltura si avvale oggi di razze selezionate negli Usa, quali il King bianco e Silver, il Texano, il Carnau e l’Hubbel.
Quando il carciofo chiama... poi facciamo l'amore
A cura di Filippo Artioli, chef di La Trattoria di Oscar a Bevagna (Pg) Se si fa l'amore è necessario patire un po' di freddo, ma non c'è da preoccuparsi se abbiamo anticipato il fatto con un buon piatto di carciofi. Che siano di Sant'Erasmo o Sezze, pugliesi o sardi, non importa, ciò che conta è che siano di bell'aspetto e cioè: punte chiuse, senza ammaccature, privi di peluria, verde scuro o rosso moro, spinosi o no sull'esterno, croccanti e teneri all'interno. Per 4 persone prendo oggi 4 cimaroli o "padri" o "mamme", provenienti dal vicino Lazio (Sezze). L'amico Andrea da Sabaudia mi procura e spedisce questa gastrolibidine quasi ogni settimana. Almeno fino a quando saranno pronti ottimi carciofi umbri, tra Passaggio di Bettona e Spello. Achtung achtung! Qui non sono ancora pronti i nostri pomodori, così cercherò un ottimo siciliano oppure... non li userò.

















