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Il dono dell'armonia di Luang Prabang

Testo e foto di Iride Conti LUANG PRABANG - Il Mekong scorre lento nella luce grigia dell'alba. I monaci, con le loro tuniche arancioni, sono un colpo di colore per le strade della cittadina: in fila indiana, avvicinano il…

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Turchia antica e spirituale

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Il Titanic rivive nel centenario

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Magicland, il regno dell'avventura

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Le ultime nevi del Queyras

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13

Gianluca Grignani, con l'Africa nel cuore

Grignani01Tante sfaccettature artistiche, diverse anime musicali che convivono, ex bello dannato, oggi padre di famiglia, Gianluca Grignani è un cantautore complesso e istintivo, come viene fuori anche dall'ultimo cd, pubblicato a ottobre 2011, "Natura umana", nato di "pancia", come sostiene l'autore, per raccontare l'universo umano. Milanese, classe 1972, Gianluca si fece conoscere nel 1994 al Festival di Sanremo con "Destinazione paradiso". Da lì è iniziata una carriera di grandi successi, mescolando rock, stile cantautoriale e melodia, intervallata da esperienze artistiche variegate. E da viaggi, alcuni fondamentali anche per la sua musica, come con "Campi di popcorn", frutto di un lungo peregrinare da Vancouver al Messico, passando per New York, dove fu registrato l'album.

Non solo Stati Uniti, ma anche Sudamerica dove è stato un'idolo d'importazione e India, dove ha girato come protagonista il film "Branchie", e da dove sono venute le influenze per "Sdraiato su una nuvola", un lavoro più intimista. In tv, è stato tutor nel talent "Star Academy". Grignani vive con moglie e tre figli nella campagna lombarda, in una casa con studio di registrazione integrato e finestre che danno sul bosco, per soddisfare il suo amore per la natura.

"Ho viaggiato tantissimo, anche per lavoro. Ma nel mio cuore è rimasta l'Africa, per la forza prorompente della natura ancora selvaggia. In particolare, mi è piaciuto molto fare il safari nel Masai-Mara, la riserva naturale in Kenya, confinante con la Tanzania: è stata un'esperienza unica, vedere ad un passo da me tutti quegli animali, come i leoni, a volte così temuti, ma allo stesso tempo desiderati e cercati, mi ha fatto tornare bambino. Nella riserva del Masai si possono incontrare tutti i "Big Five", come il leone e il rinoceronte, è famosa perchè si svolge la migrazione di gnu e zebre, e può capitare di restare a tu per tu con le giraffe, le antilopi e le gazzelle. In realtà dell'Africa ho visto ben poco, solo Zanzibar e il Kenya, dato che è un continente molto vasto. Ma quel poco mi è bastato per consigliare di visitarla tutta! Dai deserti al mare, dalla savana alle foreste, è tutto un miracolo della natura. Per non parlare del Madagascar che mi attrae molto, proprio per tutte quelle specie animali diverse e uniche concentrate in un'isola. Spero di andarci presto e realizzare questo viaggio da sogno.

Se parlo invece di viaggi che sono stati importanti per la mia anima da musicista, devo citare per forza gli Stati Uniti. Soprattutto New York, che mi è piaciuta per la musica e per quel senso di "città del mondo" che ti trasmette. Questo viaggio in Usa mi ha influenzato artisticamente, più che altro per gli strumenti che trovi lì, chitarre vintage e accessori vari e per la professionalità che ci mettono nel confezionare un disco. Anche se poi, le influenze più grosse mi arrivano dal mio Paese, l'Italia, che ha molto da insegnare anche all'estero. Da musicista, quando preparo una valigia non scordo mai di mettere un i.pod, però mi porto dietro sempre un sacco di cose! Forse troppe! Ma ho paura di annoiarmi durante gli spostamenti e quindi via con libri, giochini elettronici e tutto quello che distrae! Viaggiando in tutto il mondo, ho assaggiato parecchi cibi strani, specialmente in India, più che altro per gli accostamenti curiosi. Mi è rimasto impresso il lassi, uno yogurt di capra con menta e pepe. E mi è piaciuto moltissimo! Quindi, buon viaggio a tutti!".